Scontro magistratura-governo

"Fermare Renzi": bufera sul consigliere del Csm Morosini

Il magistrato attacca il governo sul referendum costituzionale in un'intervista al Foglio, che poi è costretto a smentire: "Rischio democrazia autoritaria"

Alessio Colzani
"Fermare Renzi": bufera sul consigliere del Csm Morosini

Il ministro della Giustizia Andrea Orlando. Foto ANSA

Il ministro della Giustizia Andrea Orlando ha chiesto al vice presidente del Csm Legnini "un incontro formale per un chiarimento" sulla vicenda dell'intervista del consigliere del Csm Piergiorgio Morosini pubblicata dal Foglio e poi smentita dal consigliere. Parlando con il Foglio, Morosini, ex Gip a Palermo oggi consigliere del Csm in quota Magistratura democratica, la corrente di sinistra, annuncia che parteciperà attivamente alla campagna per il No al referendum costituzionale. Girerà per le città, ha già pronto un tour. "Bisogna guardarsi bene dal rischio di una democrazia autoritaria. Un rapporto equilibrato tra Parlamento e organi di garanzia va preservato. Per questo occorre votare No ad ottobre". Quindi, l'obiettivo è fermare Renzi, anche se Morosini precisa: "Non vedo l'ora di tornare in trincea", ovvero a fare il magistrato. "Al Csm è tutto politica. Correnti, membri laici...".

Mentre il polverone sollevato ha costretto Morosini a smentire la propria intervista, l'intero gruppo dei consiglieri Csm di Area (la corrente di sinistra delle toghe alla quale aderisce Morosini) ha accusato di «indebita interferenza sull'autonomia e sulla serenità dei magistrati» il consigliere laico del Pd Giuseppe Fanfani che ha annunciato l'intenzione (ma poi, di fronte agli attacchi ha fatto dietrofront) di chiedere l'apertura di una pratica in I commissione per verificare «la legittimità dei comportamenti tenuti e dei provvedimenti adottati» nel caso dell'arresto del sindaco di Lodi Simone Uggetti. Intanto il togato del Csm Aldo Morgigni ha annunciato che chiederà al Comitato di presidenza del Csm l'apertura di una pratica stavolta a "tutela" dei magistrati di Lodi che si stanno occupando dell'inchiesta che ha portato in carcere il sindaco Pd: «Questi magistrati sono stati dileggiati per ragioni anagrafiche» ha detto tra l'altro il consigliere, riferendosi a un articolo che li ha definiti «baby-magistrati».

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