università disastro

Emorragia di iscritti nelle università, tasse raddoppiate

Disincentivo totale allo studio, un disinvestimento che non possiamo permetterci

Andrea Zanelli
Emorragia di iscritti nelle università, tasse raddoppiate

Foto ANSA

Matteo Renzi promette novità sul tema delle altissime tasse universitarie:"Spero che nelle prossime settimane ci possano essere novità su questo fronte", ha detto. Gli studenti denunciano da tempo che il nostro è uno dei Paesi con il livello di tassazione più alto d’Europa  che ci sia un effettivo e reale problema di accesso alla formazione superiore.

Esiste un'ampia platea di studenti universitari che faticano a proseguire negli studi e la loro impossibilità non deriva di certo dalla mancanza di voglia di studiare, incentivata peraltro dalla politica pubblica, ma per l'ingente somma da pagare per poter studiare. Pensare che lo stato dovrebbe incentivare la cultura e la formazione, è un investimento economico efficace.

L'associazione link studenti denuncia: "In Italia solo il 10% degli studenti è esente dalle tasse e solo l’8% ottiene una borsa di studio contro il 19% della Spagna e il 27% della Francia" e ricorda che negli ultimi anni la riforma dell’Isee ha tagliato le borse di studio del 20% (secondo i calcoli del ministro dovrebbero essere riassorbiti con le nuove soglie). Anche l’innalzamento delle soglie Isee e Ispe (gli indicatori della situazione economica dal quale dipendono l’accesso agevolato ai servizi di welfare, i servizi sanitari e anche l’importo delle tasse universitarie) portate rispettivamente a quota 23mila e 50mila euro, sembra non aver funzionato.


Fondazione Res sembra confermare, nel volume Università in declino. Un’indagine sugli atenei italiani da Nord a Sud, curato da Gianfranco Viesti (Donzelli editore): gli idonei alla borsa di studio sono meno del 10% degli studenti. Al sud il 40% degli idonei nel 2013-14 non beneficiava di borsa per carenza di risorse (il 60% nelle isole). Le tasse richieste dagli atenei sono aumentate del 51% tra il 2004-05 e il 2013-14 con picchi dell’85% nelle isole e del 70,5% al Sud; aumenti più contenuti al Nord (52,4%) e al Centro (44,4%). Intanto l’università si svuota: rispetto al suo momento di massima espansione (tra il 2004 e il 2008), la Fondazione calcola che gli immatricolati si sono ridotti di oltre 66mila (-20%). Mentre calano docenti (-17%), personale tecnico amministrativo (-18%), corsi di studio (-18%). In calo del 22,5% anche il fondo di finanziamento ordinario (in Germania è cresciuto del 23%) e pochi i laureati: ha ottenuto il titolo il 23,9% dei giovani, la quota più bassa della Ue.

 

In parlamento sono ferme due proposte che prevedono una gradualità di prelievo per gli studenti e l’introduzione di una «no tax area» che si sostanzia in una esenzione totale che sia valida per tutte le università per gli studenti con le soglie Isee più basse. Anche Link studenti avanza una propria proposta annunciando una campagna «Don’t tax me now»: «Chiediamo una no tax area fino a 28mila euro di Isee che significherebbe esentare il 39% degli studenti come avviene in molti paesi europei». Un’operazione che, hanno calcolato, costerebbe 650 milioni di euro, da ricavare da un incremento del Fondo di Finanziamento Ordinario. Chiedono poi «una tassazione realmente progressiva e maggiori tutele per gli studenti part time».

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