Parla il prof.

"Gli Usa? Una bomba a orologeria pronta ad esplodere". Trump-Clinton: è una guerra mondiale

Parla il bocconiano Pezzani: le corporation comprano a debito e gli americani devono decidere se stare con l'establishment o guardare avanti

Alessandro Morelli
"Gli Usa? Una bomba a orologeria pronta ad esplodere". Trump-Clinton: è una guerra mondiale

Foto ANSA

 

"Gli Stati Uniti sono una bomba a orologeria" sia nell'economia che nella società e se a dirlo è Fabrizio Pezzani un bocconiano "anarchico", professor di economia e management delle amministrazioni pubbliche anche noi Populisti alziamo le orecchie. 

Secondo il prof. a rivelare la realtà sono i numeri: "Noi vediamo una fase in cui il Dow Jones cresce con una massa monetaria enorme a disposizione ma un Pil che non lo segue" ancora "guardando i dati di Merrill Linch si vede che tutti vendono fondi istituzionali e privati indistintamente ma se vendono come è possibile che il Dow Jones cresca? L'indice azionario aumenta perché le corporation stanno comperando le loro stesse azioni per mantenere i valori alti, il problema è che lo fanno a debito e che questo è superiore al valore stesso delle azioni" un quadro preoccupante se contestualmente "la Fed tiene monitorate cinque delle otto più grosse banche americane per il rischio default a causa di un'esposizione in derivati estremamente elevata. Prima o poi la bomba esplode" spiega Pezzani.

Ma non solo dai conti il professore desume il pericolo, visto che negli Usa: "Il 47% della popolazione non ha assistenza sanitaria,  48milioni di persone hanno bisogno di aiuto per l'alimentazione, i bambini americani sono i più poveri dei Paesi Occidentali dopo quelli romeni e che gli Stati Uniti sono il primo Paese al mondo per incarcerazioni".

Dati sconcertanti dal punto di vista sociale, ai quali si aggiunge un altro aspetto che colpisce come "gli atti inconsulti che vengono attribuiti al dilagare delle armi senza considerare che in America le armi ci sono sempre state" dinamiche "esplose negli ultimi 7/8 anni" nei quali, secondo il professor Pezzani, queste pistole sono state caricate "dalla violenza sociale, perché quando non hai lavoro, assistenza sanitaria e quando, come prevede la Fed, aumentano i fallimenti generando disoccupati senza alcun sostegno economico, è inevitabile che il sistema sociale esploda".

Da qui si giunge al possibile cambio di visione politica attraverso i risultati della campagna elettorale più discussa della storia che, secondo Pezzani "è estremante anomala, visto che la sfida non è tra Democratici e Repubblicani quanto piuttosto fra establishment e resto del Paese. Io credo che dietro ci sia una presa di coscienza di un cambio generalizzato della geopolitica riguardo Cina,  Russia e le assurde sanzioni ed il fallimento della politica americana nel Medioriente".

Infine per il bocconiano siamo al giro di boa decisivo visto che: "Gli uomini che con i loro interessi hanno generato la crisi non hanno né la cultura né gli scopi per risolverla" e proprio per questa ragione il risultato delle prossime presidenziali diventa fondamentale anche per capire come difenderci dalla prossima bomba.

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