Invasi

Benvenuti a Londistan, dove il sindaco è islamico

Khan, la famiglia è arrivata dal Pakistan sfruttando tutto, ma proprio tutto, il welfare inglese e ora è sindaco della Capitale

Alessandro Morelli
Benvenuti a Londistan, dove il sindaco è islamico

Foto ANSA

Sadiq Khan è il nuovo primo cittadino di Londra per il il partito Laburista (i nostri renziani). Una storia come tante nel Vecchio Continente: il nonno fuggì in Pakistan dall'India dopo la partizione, suo padre emigrò a Londra dal Pakistan in cerca di un futuro migliore, mentre lui decide di stare a Londra per mettere radici: le sue.

Figlio di un conducente di autobus e di una sarta pachistani che hanno dedicato stipendi e aiuti pubblici a crescere dignitosamente i loro con sette figli, il nuovo sindaco ha costruito la sua scalata partendo da una casa popolare di Tooting, alla periferia sud occidentale di Londra. Laureato in legge, con una specializzazione in diritti umani grazie a una borsa di studio, nel 2005 è diventato deputato, proprio per il collegio di Tooting.

Una specializzazione tutta particolare visto che, come scrive Tgcom, negli anni è stata dedicata a rappresentare anche figure controverse, come il leader del gruppo "Nation of Islam" Louis Farrakhan, a cui è vietato l'ingresso negli Stati Uniti dal 1986, perché le sue dichiarazioni razziste e antisemite potrebbero provocare problemi di ordine pubblico. Khan nel 2011 si è espresso a favore di una revoca di questo divieto da parte di Londra ed è riuscito a farla accogliere in primo grado.

Non solo, da deputato votò contro e contribuì a far saltare un provvedimento che, a suo giudizio, avrebbe esacerbato le tensioni tra i musulmani d'Albione e gli altri cittadini.

Un londinese verace stando alle sue dichiarazioni che ci fa capire come gli inglesi abbiano dato una casa, un lavoro e studi (pubblici) a chi, nelle adunate pubbliche non lesina di salutare il pubblico con al grido: allah akbar. Esattamente come Churcill...

La campagna elettorale è stata incentrata sui temi popolari e (guardacaso) proprio sugli alloggi le due posizioni sono da subito apparse chiare: i conservatori puntano a quota 50mila nuove realizzazioni con la condizione di proteggere le aree verdi, mentre Khan ha sbaragliato la posizione avversaria promettendo di costruire 80mila unità abitative all'anno. Chissà a chi saranno destinate.

Il suo competitor, Zac Goldsmith, non ha lesinato poi gli attacchi sugli incontri di Khan con l'imam Suliman Gani, accusato dai conservatori di essere un sostenitore dello Stato islamico. Goldsmith non ha usato mezzi termini, definendo Khan una «minaccia» per Londra e accusandolo di aver dato «una piattaforma, ossigeno e copertura a chi vuol fare del male alla polizia e alla città».

Ma le minacce sull'estremismo evidentemente non hanno scalfito le sensibilità della comunità islamica di Londistan che conta un milione di appartenenti. "Ripagherò la vostra fiducia", aveva giurato: vedremo come.

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