A volte ritornano

Nuovo schiaffo della Fornero: “Sbagliato abbassare l’età pensionabile”

Poi sfida Renzi: “Se il parlamento vuol cambiare la riforma, ha gli strumenti per farlo”. E intanto i pensionati calano del 34%

Redazione
Nuovo schiaffo della Fornero ai lavoratori: “Sbagliato abbassare l’età pensionabile”

Foto ANSA

 

Elsa Fornero, il ministro che ha distrutto il sistema pensionistico italiano, non arretra, anzi rilancia: “Sarebbe sbagliato far tornare indietro le lancette dell’orologio riabbassando l’età del pensionamento, non sarebbe giusto”. Mercoledì, dai microfoni di Radio Cusano, la professoressa di San Carlo Canavese, ha voluto tirare l’ennesimo schiaffo ai lavoratori italiani, nelle stesse ore in cui la Cgil ha ribadito come sia inaccettabile che “questo Paese continui ad avere una norma pensionistica che non dà prospettive ai giovani, che non permette a quelli che non ce la fanno più di andare in pensione, che non risolve il tema degli esodati”.

Per la professoressa è ora di finirla con la scusa che “mandando in pensione qualcuno si fa entrare qualcun altro”, anche perché il merito principale della sua riforma sarebbe (sic!) l’attenzione ai giovani. E poi il lungo piagnisteo evidenziando che del suo lavoro sono stati evidenziati solo i sacrifici e non i benefici, che al Paese mancano “fiducia e risorse” (ma non doveva portarle il Governo Monti?), che l’assenza di opportunità è colpa del mercato del lavoro o non viene dalle pensioni fino alla sfida-provocazione diretta al premier Renzi: “se il Parlamento vuole cambiare la riforma ha gli strumenti per farlo…”.

Parole, parole, parole. I dati sono (purtroppo) dicono altre cose. Gli assegni liquidati nel primo trimestre complesso dall’INPS sono stati 95.381 con un calo del 34,5% rispetto ai 145.618 del primo trimestre 2015. Tra i fattori che più incidono i nuovi requisiti di pensionamento per le donne: incremento del requisito di età richiesto per la pensione di vecchiaia pari a 18 mesi per le lavoratrici dipendenti e 1 anno per le lavoratrici autonome. Le pensioni anticipate sono crollate del 46,1% per il passaggio del requisito da 42 anni e sei mesi per gli uomini a 42 anni e 10 mesi (per le donne un anno in meno). Gli assegni sociali, per gli anziani privi di reddito o con reddito molto basso, registrano un meno 42,4%: ora per ricevere sostegno dallo Stato non bastano più 65 anni e tre mesi di età come nel 2015, bensì 65 e 7 mesi.

Immancabile un pensiero a Salvini che le avrebbe tolto il sonno in occasione della protesta sotto casa. Lei, invece, ha tolto sonno, speranze e soldi a milioni di italiani senza nemmeno scomodarsi da casa.

AUDIO QUI: http://www.radiocusanocampus.it/podcast/?prog=1517

 

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