Mondo al contrario

La scuola fa la "festa" alla mamma

Auguri tradizionali? Arcaico. Le maestre invitano i bimbi a sostituire il genitore con "chi ti vuole bene" e a dedicare i lavoretti agli animali domestici

Alessandro Morelli
La scuola fa la Festa alla Mamma

Foto ANSA

Pure "mamma" diventa un termine populista al quale presto dovremo dire addio. Ormai con le Cirinnà imperanti, la famiglia è un archetipo ancestrale, quasi malefico, e il delirio di qualche insegnante finisce per colpire addirittura la festa dell'8 maggio. Nella I D della scuola elementare Coppino di Torino, infatti, l'anniversario di domani ha cambiato nome: è diventato la "Festa di chi ti vuole bene".

Lo scopo delle insegnanti è esattamente in linea con le intenzioni del Governo Renzi e dell'Europa, come il Populista vi ha rivelato nell'articolo dedicato alle parole del ministro Giannini di qualche giorno fa.

La scusa, come sempre, è quella di voler tutelare i bimbi che si sentirebbero in difficoltà nel festeggiare. Come farebbero quelli con due mamme o due papà? Sì, perché anche i casi di bambini orfani (chissà se in questa classe ce ne sono) sono usati come scusante dalle maestre, ma pare quantomeno strano che finora questa evenienza fosse affrontata senza dover cambiare nome alla ricorrenza.

Dunque le maestre del Soviet di Torino hanno dato come compito ai piccoli la semina di una piantina fagioli che verrà poi consegnata a fine anno. Simbolo di cura e amore, come scrive La Stampa, per un germoglio che cresce, proprio come i bambini sono accuditi da chi sta loro al fianco, e non sono solo i genitori.  

Sta di fatto che 15 alunni su 25, una volta "liberati" da questo strano e arcaico stereotipo chiamato "mamma", hanno deciso di dedicare il loro lavoretto a tata, nonni, zii o altri parenti, all'amichetto del cuore o ad un animale domestico. Immaginate quale felicità abbia pervaso mamma Giada (la chiameremo così), sostituita dal cagnolino Birillo...

Ma voi populisti piantatela, questo è il modello di gruppo sociale che nelle scuole molte maestre intendono portare avanti, vi piaccia o no, i futuri adolescenti, e poi uomini e donne, non dovranno neppure sapere che cos'era la famiglia troglodita a cui voi siete tanto legati. A darvi una lezione ci pensa la mamma rappresentante di classe che sempre su La Stampa si è affrettata a spiegare: "Non c'è polemica, qualunque commento è sterile e privo di fondamento. La nostra è una classe davvero unita. Le maestre si prendono cura dei nostri bambini nel migliore dei modi, con passione e professionalità" come se educare un bimbo fosse solo dargli la pappa e farlo giocare.

Fortunatamente però qualcuno che ha a cuore il modello sociale nel quale è cresciuto c'è ancora e una mamma si è sfogata sui social media: "Ritengo molto sbagliato eliminare due figure simbolo, la madre e il padre, a favore di un vago e fuorviante, nonché ipocrita, "chi ti vuole bene”, papà e mamma, ha aggiunto, "sono due cardini, due archetipi, due certezze intorno ai quali si è costituita la nostra società. Dovere della scuola è radicare certezze nelle figure di riferimento, non aumentare la confusione e disorientare i bambini", finalmente una componente della grande maggiorana silenziosa che alza la voce!

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