morire in pace

In croce anche dopo morti: vietato disperdere le ceneri del caro defunto

Nella recente Istruzione della Congregazione Vaticana per la Dottrina della fede le istruzioni per essere cristiani anche da morti. Sì alla cremazione, no alla dispersione delle ceneri in aria, mare o terra

Redazione
In croce anche dopo morti: vietato disperdere le ceneri del caro defunto

La Congregazione Vaticana per la Dottrina della fede chiarisce, in un'istruzione pubblicata alla fine di ottobre, che non è permessa la dispersione delle ceneri dei defunti "nell'aria, in terra o in acqua o in altro modo" e, ribadendo le ragioni dottrinali e pastorali per la preferenza della sepoltura del corpo, ricorda che, per la Chiesa, da decenni la cremazione del cadavere non è vietata poiché, si legge nella nota, "non tocca l'anima e non impedisce all'onnipotenza divina di risuscitare il corpo".

"Per evitare ogni tipo di equivoco panteista, naturalista o nichilista", si legge ancora nell'istruzione dell'ex Santo Ufizio, "non sia permessa la dispersione delle ceneri nell'aria, in terra o in acqua o in altro modo oppure la conversione delle ceneri cremate in ricordi commemorativi, in pezzi di gioielleria o in altri oggetti, tenendo presente che per tali modi di procedere non possono essere addotte le ragioni igieniche, sociali o economiche che possono motivare la scelta della cremazione. Nel caso che il defunto avesse notoriamente disposto la cremazione e la dispersione in natura delle proprie ceneri per ragioni contrarie alla fede cristiana - conclude l'istruzione - si devono negare le esequie, a norma del diritto".

Seguendo l'antichissima tradizione cristiana, l'Istruzione Vaticana raccomanda "vivamente" che i corpi dei cari defunti vengano seppelliti nel cimitero o in altro luogo sacro. Questo, nel ricordo della morte, sepoltura e risurrezione del Signore, mistero, alla luce del quale, si manifesta il senso cristiano della morte e la speranza nella risurrezione corporale.

Tuttavia, prosegue appunto la santa nota, "laddove ragioni di tipo igienico, economico o sociale portino a scegliere la cremazione, scelta che comunque non deve essere contraria alla volontà esplicita o ragionevolmente presunta del fedele defunto, la Chiesa non scorge ragioni dottrinali per impedire tale prassi, poiché la cremazione del cadavere non tocca l'anima e non impedisce all'onnipotenza divina di risuscitare il corpo".

Con l'Istruzione "Ad resurgendum cum Cristo", per risuscitare con Cristo, approvata dal Papa il 18 marzo scorso, la Santa Sede ha voluto dare un freno alle pratiche che, negli ultimi anni, si sono diffuse, talvolta anche in contrasto con la fede della Chiesa." Addio, perciò, al nonno sopra al caminetto o ai saluti dalle cime delle montagne; anche da morti, la regola è una sola: silenzio, e obbedienza.

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