40 anni in favore della vita, soprattutto di quella nascente e dei giovani

La nuova povertà? Quella di chi non ama più la vita…

Domani, 8 novembre, consegna a Bassano del Grappa (Vicenza) del 37° Premio Internazionale della Cultura Cattolica a Flora Gualdani, ostetrica e volontaria, fondatrice dell’opera di aiuto sociale “Casa di Betlemme”

Giuseppe Brienza
La nuova povertà? Quella di chi non ama più la vita…

Locandina della Giornata del Premio Internazionale Cultura Cattolica (Bassano del Grappa, 8 novembre 2019)

Di fronte alla nuova povertà, che è quella dell’amore per la vita, c’è una sola soluzione: fare cultura e dare formazione, educando le nuove generazioni ai valori morali testimoniandone la bontà in prima persona, a costo di risultare scomodi”. Sono le parole di Flora Gualdani, ostetrica e volontaria da una vita, fondatrice nel 1964 alle porte di Arezzo dell’opera di aiuto sociale Casa di Betlemme.

Questa donna ha speso quasi mezzo secolo della sua esistenza nella cura delle persone fragili e bisognose, in primo luogo delle madri in difficoltà, a partire dal primo neonato accolto in casa sua, figlio di una donna malata di cancro che non intendeva abortire, primo di una lunga serie.

La sua concreta esperienza e riflessione di 40 anni al servizio dell’accoglienza, rendono ancora più efficaci le parole che ha scritto per introdurre lo Statuto dell’associazione Casa di Betlemme: “Ho sempre cercato di aiutare le donne a realizzare la loro maternità: nelle campagne e dentro gli ospedali, nelle comunità, ai bordi delle strade, in giro per il mondo, in zone di guerra. Nel mio piccolo ruolo mi sono sforzata di rimanere attenta ai segni dei tempi, alle emergenze della storia” ha raccontato Flora guardando retrospettivamente al suo percorso. E inoltre: “all’inizio erano i bambini soli e abbandonati ad interpellarmi, poi furono le ragazze madri, oggi è la ‘cultura della vita’ nel degrado morale. Deprezzando il valore della vita umana, lentamente se ne sta smarrendo il significato”.

Ciò che manca oggi tra la gente è l’amore per la vita umana e quindi l’apertura alla procreazione” prosegue Flora che a partire dagli anni Ottanta, in collaborazione con il mondo accademico e scientifico, ha ampliato l’impegno di Casa di Betlemme ad un’intensa attività educativa e divulgativa. Oltre che luogo di preghiera, questa casa di accoglienza è divenuta quindi anche centro di formazione spirituale, sociale, culturale, nel quale vengono offerti soprattutto percorsi e servizi di consulenza sul tema della procreazione.

Flora Gualdani ha recentemente scritto un saggio nel quale riassume storia e finalità di questa sua meritoria iniziativa sulla rivista dell’Università Europea di Roma “Studia Bioethica” (cfr. Bioetica, Miseria e Misericordia: l’opera di “Casa Betlemme”, X/1, Roma 2017, pp. 43-51) e, proprio per questo suo multiforme impegno, che riflette un’invidiabile unità di vita tra fede e virtù, la Scuola di Cultura Cattolica di Bassano del Grappa (www.scuoladiculturacattolica.org) ha deciso di conferirle il “Premio Internazionale al merito della Cultura Cattolica 2019.

Leggiamo nella motivazione della 37ª edizione di questo interessante Premio, illustrato dalla presidente della Scuola di Cultura Cattolica Francesca Meneghetti: “Gualdani si è messa al servizio delle donne in gravidanza in situazioni di difficoltà che ha incontrato fin dai primi anni Sessanta e dando testimonianza che non solo è positiva la fusione di fede e vita, ma che portano grande frutto per tutti anche l’unione di cultura e scienza, di fede e ragione, di carità cristiana e apostolato”.

La vocazione all’accoglienza alle gestanti in difficoltà si è rivelata a Flora Gualdani durante un viaggio in Terra Santa. A Betlemme, sul luogo della nascita di Gesù, ha capito che la sua vocazione è quella di dedicarsi alla difesa della vita nascente, iniziando subito dopo la sua coraggiosa opera, che parte dalle zone afflitte dalla guerra o da calamità naturali (Bangladesh, India, Cambogia, Bosnia), nei luoghi dove la maternità è più a rischio. Senza pregiudizi e preclusioni di credo e cultura, negli anni ha aiutato a nascere circa cinquemila bambini.

In un momento storico in cui la vita non è più un dono da accettare, ma sempre più spesso l’oggetto di sperimentazioni e manipolazioni tese a soddisfare desideri individualistici trasformati in “diritti”, il conferimento di un Premio come quello della Scuola di Cultura Cattolica alla dr.ssa Gualdani assume un significato davvero speciale. Con il suo lavoro nei reparti ospedalieri e negli ambulatori a difesa della vita nascente, ha commentato il presidente della Giuria prof. Lorenzo Ornaghi, Flora ha infatti "sempre posto alla base del suo impegno la preghiera e la fedeltà al magistero della Chiesa. Ha applicato gli insegnamenti sull’amore umano di San Giovanni Paolo II e, con lo studio, ha approfondito tematiche sia mediche sia teologiche”.

La premiazione avrà luogo domani, 8 novembre, a Bassano del Grappa, presso il Teatro Remondini in via SS. Trinità 8/C (ore 20,30). Per informazioni si può contattare la Segreteria della Scuola di Cultura Cattolica telefonando ai numeri 0424/523089 - 335/8312692 o 348/7620599 oppure scrivendo una mail a info@scuoladiculturacattolica.org.

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