Un referendum che spaventa l’Unione europea

Mariano Picarella
Un referendum che spaventa l’Unione europea
Manca ancora tempo al 4 dicembre, giorno in cui si terrà una normale e democratica consultazione referendaria e giorno che per i più ottimisti potrebbe segnare la fine della parabola renziana o comunque una sua pesante battuta d’arresto, ma le istituzioni europee stanno già provvedendo ad alzare le barricate e a trincerarsi, proprio loro che condannano i muri in ogni loro forma e dimensione. Alle istituzioni europee, in primis la Commissione europea nella figura del presidente Juncker, vanno aggiunti il responsabile dei rating sovrani per Europa e Medio Oriente di Fitch, Edward Parker, e non da ultimo l’ambasciatore americano in Italia, John R. Phillips: il primo sentenziando che una vittoria del NO verrebbe vista «come uno shock negativo per l’economia e il merito di credito italiano» (una minaccia neanche tanto velata forse?), e il secondo che rincara la dose affermando che, sempre in caso di vittoria del NO, l’Italia farebbe «un grosso passo indietro». Tralasciando l’antico proverbio “il silenzio è d’oro e la parola è d’argento”, tutti questi appelli impliciti a votare SI probabilmente non faranno altro che ottenere l’effetto contrario, facendo aumentare i NO e danneggiando in questo modo il nostro amato Premier, che loro vogliono a tutti i costi tenere in sella poiché forse spaventati da eventuali, e utopiche, sue dimissioni e da una conseguente crisi politica, dalla quale potrebbero trarre vantaggio gli sbalestrati e contraddittori pentastellati o le più convincenti e agguerrite forze populiste. Se il famigerato Juncker, non avendo niente di meglio da fare o da dire, tempo fa si è scagliato proprio contro il populismo che avanza, è evidente che il terreno inizia a mancare sotto i piedi: d’altronde loro sono i “costruttori” mentre il populismo rappresenta all’opposto una “forza distruttrice”. E probabilmente lo è: i partiti/movimenti cosiddetti populisti si apprestano infatti, o almeno provano, a distruggere quello che loro hanno costruito sulla sabbia e a spese dei popoli europei, ossia una sorta di dittatura travestita da democrazia dove il bastone del comando è saldamente in mano a potenti e pericolosi massoni, burocrati e alti finanzieri, dai quali tra l’altro dipendono le sorti dell’economia mondiale, e dove le decisioni che vengono prese vanno quasi sempre a proteggere e a favorire queste élites e mai i popoli che avrebbero voluto legittimamente un’Unione europea completamente diversa da questa. Se perciò questi soggetti, in occasione del referendum, ci “invitano” a prendere una decisione piuttosto che un’altra, perché altrimenti come potrebbero continuare a fare i loro interessi, e si immischiano in questioni che riguardano unicamente il nostro Paese, la nostra risposta il 4 dicembre non può che essere NO. Un grande NO al renzismo, ai suoi simpatizzanti e ai poteri forti.

LIBERA LA BESTIA CHE C'È IN TE!

Contribuisci anche tu alla sezione LIVE NEWS, inviandoci un video, una foto o un articolo!

partecipa inviandoci i tuoi:

"Amore Criminale: e i suoi frutti amari"

Commenti

Scrivi qua il tuo commento

Caratteri rimanenti: 1500


MC S.R.L.
sede legale: via angelo maj, 24 - 24121 Bergamo
C.f./P.IVA: 04061980167 - R.E.A.: BG-431792
Email: INFO@ILPOPULISTA.IT

direttore: alessandro morelli
condirettore: matteo salvini

ILPOPULISTA.IT È UNA TESTATA TELEMATICA REGISTRATA PRESSO IL TRIBUNALE DI MILANO, N. 121 DEL 27/04/2015

per i tuoi annunci: PUBBLICITA@MC-SRL.EU