Intervista al cantautore controcorrente

Povia censurato dalla Sinistra: "Viviamo in un Paese non democratico"

Per le sue posizioni sull'immigrazione, l'Anpi ha ottenuto la cancellazione del concerto: "Una censura culturale immotivata. Io mai chiederei di annullare un loro evento. Ora temo nuove censure. Mi escludono da Sanremo a causa del politicamente corretto"

Marco Dozio
Povia censurato dalla Sinistra: "Viviamo in un Paese non democratico"

Foto ANSA

Il cantautore Povia è l’ultimo spauracchio di certa sinistra in preda, ovviamente nel nome della democrazia, a fregole censorie. L’annullamento del suo concerto a Trezzano sul Naviglio (Milano) è notizia che ha riacceso discussioni sulla libertà di parola nel nostro Paese, evidentemente sempre più a rischio quando si mobilita l’esercito del politicamente corretto. La mannaia ora scatta addirittura se la persona è ritenuta semplicemente “divisiva”. Così l’Anpi ha definito il cantante chiedendo e ottenendo la cancellazione dell’evento, in ragione delle sue posizioni appunto “divisive”, cioè non collimanti con quelle dell’associazione, su circa la metà dello scibile umano: immigrazione, solidarietà, unità nazionale e persino vaccini. 

Povia, l'Anpi ha invocato la censura e la censura è puntualmente arrivata. Che paese è quello in cui si tappa la bocca a un artista per le sue opinioni?
Non è certo un paese libero e democratico. Esistono infatti tanti tipi di censura e questa è una censura culturale senza motivo. Io non chiederei mai di annullare un evento dell'Anpi. 

Come giudica il comportamento del sindaco di sinistra che ha tolto il patrocinio e soprattutto del parroco che ha annullato l'evento? Se non sbaglio lei ha suonato nelle parrocchie di mezza Italia.
E continuo a suonare nelle parrocchie. I miei concerti sono bellissimi ed emozionanti. Il sindaco ha probabilmente creduto all'Anpi ma non ha mai detto di non fare il concerto. Il patrocinio si può anche non dare ma ci deve essere un motivo valido che in questo caso non c'é stato. Secondo me il parroco poteva andare avanti per la sua strada come fanno tutti i parroci e non sarebbe successo niente, a parte il successo del concerto, come sempre. Ha c(r)eduto anche lui all'Anpi. 

Teme nuove censure? Lei si è appena esibito in Basilicata e anche lì, per emulazione, alcuni progressisti han cercato di ergersi a polizia morale.
Sì, ma combatterò fino a quando non capiranno di essere dalla parte del torto pieno. Ecco perchè sul web li chiamo minorati-web. Il casino succede solo su internet, dove questi "pseudo-partygiani" fanno la rivoluzione coi polpastrelli. Internet e il mondo reale sono due cose totalmente diverse. 

Da anni è assente dal Festival di Sanremo. Pesa la logica del politicamente corretto nella bocciatura dei suoi brani, come quello sull'eutanasia?
Non ho mai fatto un brano sull'eutanasia. "La Verità" parla di una vita oltre la morte. Sì, a Sanremo non mi prendono per quel motivo anche se poi fanno credere alla gente che Povia non scriva più canzoni belle. Non dimentichiamoci che sotto governi tecnici, tutto è tecnico, anche Sanremo (sorride).

Com'è la vita di un cantautore che ha scelto di affrontare certi temi con un approccio non allineato al pensiero dominante?
Bellissima, intelligente e complicata. Proprio come me (sorride).

La canzone sociale, quella dei "cantautori impegnati", in Italia deve restare una prerogativa di sinistra, pena un dileggio mediatico che può sfociare, appunto, in censura?
La sinistra oggi è la nuova destra capitalista. In politica, nei media e nell'arte in genere si sono tutti arricchiti grazie alla sinistra, e qui dobbiamo tirare le orecchie anche al popolo che gli ha dato e continua a dargli credito. Da uomo libero e non schierato ho la sensazione però che le cose stiano cambiando, perchè quello stesso popolo italiano percepisce sempre di più una censura in atto e si è stancato.

Nel suo ultimo album "Nuovo contrordine mondiale" un brano è intitolato provocatoriamente "Io non sono democratico". Cosa significa?
In uno Stato che vìola gli articoli della Costituzione, crea disoccupazione, chiusura di aziende, suicidi, crisi e soprattutto cessione di beni nazionali, come si fa ad essere democratici? Per ora sono democritico (sorride).

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