A Oggiono niente futuri clandestini

Sindaco della Lega fa ordinanza anti presunti profughi: il prefetto minaccia provvedimenti

Roberto Ferrari resiste alle pressioni della prefettura, la quale chiede di modificare il documento con cui si prevedono multe da 15mila euro per chi non comunica l'intenzione di ospitare immigrati: "Non sarò complice di chi porta nelle nostre comunità potenziali rischi"

Marco Dozio
Sindaco della Lega fa ordinanza anti presunti profughi: il prefetto minaccia provvedimenti

Foto da Facebook

A Oggiono (Lecco) il sindaco della Lega emette un’ordinanza per scoraggiare l’arrivo di presunti profughi. E la prefettura alza il dito minacciando provvedimenti. “Ma io non indietreggio, ho operato nell’assoluta legittimità e nell’interesse dei cittadini”, spiega al Populista Roberto Paolo Ferrari, il cui attivismo su questo fronte ha finora scongiurato insediamenti di richiedenti asilo in questo Comune brianzolo di 9mila abitanti. Il documento, di fatto, impone obblighi di trasparenza a chi "intende fare affari con il business dell'accoglienza": comunicazioni preventive al Comune sulla sottoscrizione di contratti o la partecipazione a bandi, certificazioni di idoneità e agibilità degli immobili come richiesto a tutti i cittadini che affittano abitazioni, quindi un aggiornamento costante sul numero di stranieri ospitati e informazioni su provenienza e stato di salute.

Chi trasgredisce può rimediare una sanzione fino a 15mila euro. “In passato ci sono stati tentativi di insediare a Oggiono presunti profughi/futuri clandestini, con la prefettura che ha tenuto il Comune all’oscuro di tutto. Ma il sindaco deve essere informato. Per esempio è la massima autorità sanitaria del territorio e l’arrivo di immigrati può avere riflessi anche dal punto di vista socio-sanitario”. Il prefetto è passato all’offensiva “sollecitato da gruppi di sinistra e dai sindaci PD di Lecco e Casatenovo, ai quali dico una sola cosa: mi auguro che non accada nulla a causa dell'invasione clandestina nelle loro città, anche se a Lecco si sono già verificati episodi spiacevoli, perché altrimenti con che coraggio si presenteranno davanti ai loro concittadini?”.

Le obiezioni prefettizie paiono al momento generiche, quasi più un avvertimento di natura politica che altro: “Si accenna al fatto che l’ordinanza presenterebbe profili di illegittimità, senza specificare quali, con la richiesta di modificare il testo. Cosa che non ho alcuna intenzione di fare. Il prefetto ha detto di aver già trasmesso il documento agli organi del ministero”. Pressioni che non spaventano Ferrari: “Non sarò complice di chi porta nelle nostre comunità potenziali rischi. Non sono e non sarò complice dell’invasione in atto, alla quale cerco di oppormi in tutte le modalità lecite. Le nostre porte sono aperte ai veri profughi di guerra, che in realtà sono pochissimi rispetto alla massa di arrivi in Italia. Mentre i presunti profughi/futuri clandestini vadano pure dai sindaci di sinistra”.


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