clandestini negli hotel, arriva l'ultimatum

Alfano non salda gli albergatori. I gestori: "Taglieremo i servizi agli stranieri"

Aziende e associazioni lamentano crediti da 4 mesi e ricattano come un Erdogan qualunque. Possibili problemi di ordine pubblico

Alessandro Morelli
Alfano non salda il conto agli hotel dei clandestini e gli albergatori si incazzano: "Taglieremo i servizi agli stranieri"

Se non ci pagate i 4 mesi arretrati gli immigrati ve li gestite voi. Pare più un ultimatum che una richiesta quella degli albergatori del bresciano che denunciano: da quattro mesi non veniamo pagati dal ministero di Alfano per il servizio di accoglienza a 35 euro al giorno assicurato per i richiedenti asilo. I clandestini sono ormai l'arma di scambio della politica internazionale, prima Gheddafi, ora Erdogan, vari leader hanno usato la minaccia dell'invasione per farsi elargire fiumi di soldi (6 miliardi il dittatore turco) e ora tocca agli albergatori bresciani usare questa chiave per assurgere al ruolo di gestori dell'invasione.

Sono scoperti da centinaia di migliaia di euro di scoperto quelli denunciati dagli imprenditori che hanno scelto di non occuparsi più della vocazione turistica delle loro strutture puntando a cifre "certe" assegnate dal ministero. Qualche lettore potrebbe persino pensare ad una sorta di giustizia divina che li ha puniti come responsabili dell'invasione, noi compresi. Dopo la prima reazione a caldo però dobbiamo sempre ricordarci che la responsabilità di questa assurda situazione è della politica che promuove la strategia migratoria delle porte aperte. Errore degli albergatori, forse, è stato fidarsi di Alfano e delle sue promesse. 

Intanto l'ultimatum inviato sotto forma di lettera al prefetto parla chiaro: si partirà con l'eliminazione del pocket money, poi con la riduzione dei servizi integrati (alfabetizzazione, cancelleria, trasporti) e, infine, con "la possibilità", scrivono gli albergatori al prefetto di Brescia, "di ridimensionare il numero degli ospiti nelle nostre strutture".  La fondazione Museke, scrive il Corriere, ospita in una struttura di sua proprietà, a Castenedolo, otto profughi: i consumi di acqua, luce e gas sono esplosi. E tra bollette, pasti, cancelleria e maestre da pagare la fondazione aspetta dallo Stato 42.000 euro. C'è poi una cooperativa che ospita 19 persone e vanta un credito di 52.000 euro. Una situazione gravissima, per quelli che dell'invasione hanno fatto un business redditizio. C'è chi paventa di andare in banca a chiedere l'anticipo fatture.


La prefettura bresciana assicura che entro una settimana tutto verrà sistemato e i soldi saranno assicurati a chi ospita i richiedenti asilo per la gioia dei contribuenti ma fino ad allora la tensione rimarrà alta tanto che i poveri albergatori, hanno un'altra lamentela: "Le Asl di competenza stanno attuando controlli a tappeto con rigidità e perseveranza, tale operato", denunciano, "può essere solo il risultato di precise disposizioni e scelte politiche, come ci è già stato confermato". Poveri, devono sottostare persino a delle regole subendo verifiche delle Asl? Ricordatevi che, esattamente come Gheddafi ed Erdogan, loro ci tengono per le p....

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