se non è invasione questa...

Altri mille clandestini sfondano a Ceuta. Spagna nel caos

Scapperanno dalla fame, come ci infinocchiamo i buonisti, ma erano armati di sassi e bastoni per menare i poliziotti, mentre sfondavano la linea di confine con il territorio spagnolo

Redazione
Altri mille clandestini sfondano a Ceuta. Spagna nel caos

Dopo lo sfondamento dei cancelli del posto di blocco di El Tarajal a Ceuta, l'enclave spagnola in Marocco nonché porta d'ingresso per i clandestini dell'Africa subsahariana verso l'Europa, lunedì scorso, è stata la volta di altre mille persone, tanto pacifiste da essere armate di armate di sassi e bastoni, di sfondare la linea di confine entrando in territorio spagnolo, martedì.


Sottolineiamo "pacifiste", in senso ironico, perché ieri, dopo che un poliziotto a El Taralal si era rotto tibia e femore cascando per terra, cercando di fermare l'avanzata dei duecento in fuga (ed un suo collega era ricorso al manganello per disperdere la folla che correva come impazzita) le solite "anime belle" radical-chic hanno rivoltato la frittata, come di consueto, parlando di "brutalità" della polizia che "aggrediva" i "poveri migranti" in fuga. In fuga sì, ma dall'Africa e non dai poliziotti, violando peraltro il suolo "sovrano" di un'altra nazione.

Durante il nuovo Fort Alamo in terra di Ceuta non sono mancati i tafferugli con la polizia, sia spagnola che marocchina, durante i quali sei agenti sono rimasti contusi. Secondo le autorità iberiche molti degli stranieri che avevano varcato il confine sono stati già catturati e portati in un centro di detenzione in attesa di essere nuovamente espulsi verso l’Africa. Ma molti fra quelli che hanno "bucato" la barriera di reti metalliche e filo spinato alte fino a 6 metri, potrebbero aver fatto già perdere le proprie tracce nell'enclave iberica ed essere in procinto di trattare con i "reclutatori" scafisti, destinazione Italia.

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