RENZI SI DIMETTE ALLA FACCIA DEI PRECARI

A causa della crisi politica salta al Senato la modifica della legge di Stabilità

In ogni caso il presidente della Regione Siciliana Rosario Crocetta del PD e l'assessore regionale all'Economia "suggerito" da Matteo Renzi, assicurano la proroga dei contratti

Fabio Cantarella
A causa della crisi politica salta al Senato la modifica della legge di Stabilità

Nella foto il governatore di Sicilia Crocetta

Finito l'effetto referendum i precari siciliani tornano a rischiare il posto di lavoro anche se l'assessore regionale all'Economia Alessandro Baccei, ossia lo straniero inviato da Matteo Renzi per tenere "sotto controllo" i conti siciliani, proprio oggi rende noto che “i precari dei Comuni siciliani non perderanno il posto. Tutti avranno la proroga dei contratti entro qualche giorno”. Baccei lo afferma illustrando la manovra di emergenza che la giunta ha messo in atto ieri sera per evitare che la crisi a Roma penalizzi subito i circa 16 mila contrattisti dei Comuni.

L’emergenza sarebbe scattata solo perché dalla legge di Stabilità nazionale è saltata una norma che era stata annunciata, durante la campagna referendaria, come un paracadute per i precari: era inserita nel testo andato alla Camera ma lì è stata cancellata e l’obiettivo era reinserirla nel passaggio al Senato. Un particolare che conferma anche lo stesso presidente piddino della Regione siciliana, Rosario Crocetta.


"Per effetto della crisi di governo non è stato possibile emendare al Senato la legge di bilancio dello Stato, che consentiva la proroga e conseguentemente autorizzava la Regione ad avviare i processi di stabilizzazione. Lo faremo con legge regionale", afferma Crocetta, "la giunta riunita ieri, ha apprezzato un ddl da inserire nella legge di bilancio regionale da approvare entro dicembre 2016 che consente: la proroga, ai sensi della legge nazionale vigente di tutti i precari fino al 31 dicembre 2018; obbligo per i comuni ad assumere nei limiti della pianta organica per le fasce A e B e per il 50% della medesima, le altre fasce; i comuni che si rifiuteranno di assumere i lavoratori, saranno penalizzati attraverso la riduzione dei trasferimenti regionali; la copertura finanziaria da parte della Regione per tutto il periodo di contratto del lavoratore assunto a tempo indeterminato".

"Il problema più serio", continua il presidente Crocetta, "è legato alla mancata deroga, per la mancata approvazione degli emendamenti al Senato per i comuni in dissesto. Per i lavoratori di questi comuni stiamo elaborando un'apposita norma da applicare, nel caso in cui la norma nazionale non dovesse rientrare, prima del 31 dicembre 2016, nella legge mille proroghe. Speravamo tanto nella legge di deroga per i comuni in dissesto e in disequilibrio finanziario, ma purtroppo la situazione attuale non ci consente di fare meglio".

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