femminismo politicamente corretto

Santanchè: "Donne contro Trump? Antidemocratiche. Pensino ai pericoli dell'Islam"

"Non ho mai visto una femminista scendere in campo per salvare le donne musulmane dalla sottomissione operata dal clan maschile della famiglia. Non le ho mai viste lottare contro il burka o il velo imposto". "Cercano solo di trasformare noi donne in uomini"

Marco Dozio
Daniela Santanchè: "Donne contro Trump? Antidemocratiche. Pensino ai pericoli dell'Islam"

Foto ANSA

Manifestare contro Trump, scendere in piazza, indignarsi, invocare il bando della democrazia contro il presidente “sessista”. Quindi non dire nulla, non manifestare, non scendere in piazza, anzi “contestualizzare” i dettami oppressivi dell’islam applicati in Europa, nelle nostre comunità, oppure incentivare l’apartheid delle piscine riservate alle sole donne, oppure giustificare il velo simbolo di sottomissione femminile. In compenso l’ossessione boldriniana per il politicamente corretto ha rimodellato la lingua italiana.

Daniela Santanchè, siamo di fronte a femministe dalla doppia morale? Silenti contro gli orrori dell’islam e scatenate contro Trump?
Le femministe dovrebbero cominciare a occuparsi dei veri problemi e dei veri pericoli che oggi incombono sulle donne. Non ho mai visto una femminista scendere in campo per salvare le donne musulmane dalla sottomissione operata dal clan maschile della famiglia. Non le ho mai viste lottare contro il burka o il velo indossato per costrizione e non per convinzione. Non le ho mai viste quando le donne vengono ammazzate dal clan maschile della famiglia islamica, come nel caso di Hina Saleem per citarne uno. Non le ho mai viste ai processi. Non le ho mai viste costituirsi parte civile.

Sono troppo occupate con Trump?
Oggi è il loro bersaglio preferito. Abbiano rispetto della democrazia. Trump ha fatto campagna elettorale senza nascondersi e ha detto quello che avrebbe realizzato una volta eletto. Abbiano rispetto per le americane che hanno votato per lui. Singolare poi che queste femministe fossero dalla parte di Hillary Clinton. Che è non certo un esempio per noi donne. La Clinton, pur di conquistare il potere e correre per la casa Bianca, ha soprasseduto ai casi che sappiamo, dalle stagiste in avanti, coprendo il marito.

Pare invece fondamentale storpiare la lingua e declinare al femminile sostantivi che indicano un ruolo neutro: sindaca, ministra, architetta, prefetta e pubblica ministera.
Le femministe sono state e continuano a essere una grande iattura per il nostro Paese e per l’Occidente in generale. Perché hanno cercato di trasformare noi donne in uomini, facendoci perdere quello che di più prezioso avevamo. Questa impostazione va combattuta.

Le donne non di sinistra, però, si possono attaccare senza rischiare l’accusa di sessismo: il trattamento riservato per esempio a Marine e Marion Le Pen o a Frauke Petry pare eloquente.
Niente di nuovo sotto il sole. Se appartieni a una determinata parte politica, purtroppo devi metterlo in conto. Fossi stata la Boschi cosa mi avrebbero detto? O se fossi stata la Raggi con una polizza sulla vita a mia insaputa? Mi astengo da ulteriori giudizi. Se stai da questa parte, sei sbagliata a prescindere. Questo è il concetto che loro hanno della democrazia e del merito.

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