Davide contro il gigante Golia
Israele, coraggioso Davide, combatte lo strapotere di Soros.

Susanna Trippa
Davide contro il gigante Golia
Israele, coraggioso Davide, combatte lo strapotere di Soros.
Il 15 dicembre 2017, a Milano, in una mattina fredda e ventosa ma all’improvviso illuminata da un forte raggio di sole, ho avuto l’onore di assistere ad una cerimonia voluta dall’associazione Israele-Italia. E’ stato piantato un ulivo, dedicato a tutti coloro che si sono sacrificati per adempiere il proprio dovere. Un’attività - quella di compiere il proprio dovere - negli ultimi tempi piuttosto misconosciuta. L’ulivo, con le sue foglie argentate, era davvero piccolo. Ma proprio quella piccolezza mi ha colpito e commosso. E mi ha fatto riflettere. Cosa cela in sé un minuscolo ulivo! Simbolo di Pace, e piantato a settant’anni dalla fondazione di Israele, mi ha ricordato la storia di Davide e Golia, mi ha fatto pensare al pastorello che, armato solo di una fionda, vince il terribile gigante. Golia - dall’ebraico Goliyat - significa passaggio e rivoluzione. Quale maggior rivoluzione di un popolo che, con tenacia e costanza, pianta alberi sino a vincere il deserto? che fonda uno Stato basato sulla tradizione ma allo stesso tempo modernissimo, tanto da divenire avanguardia mondiale per tecnologie e conoscenze scientifiche? Dalle primissime colonie, dove tanti giovani hanno lavorato e combattuto, è nata questa meraviglia. Il pastorello Davide, in un esiguo lembo di terra circondato da nemici, continua a lottare per vincere la sua scommessa. E ora, più che mai, potrebbe verificarsi un Goliyat… un passaggio, un cambiamento importante, addirittura una rivoluzione! Ora che gli Stati Uniti hanno riconosciuto Gerusalemme capitale d’Israele, spostandovi la propria ambasciata, e si sono levati “diritti e fieri” nella persona di Nikky Haley - come scrive Fiamma Nirenstein - contro la mozione dell’Onu, pare che altri stati ( circa dieci per ora) si schiereranno a fianco di Israele e degli Stati Uniti. Per primo, il Guatemala ha dichiarato che sposterà la propria ambasciata a Gerusalemme, non solo per una tradizione di amicizia, ma anche per aiuti pratici da parte di Israele. Lo stato ebraico si impegnerà ad aiutare il Guatemala sul versante della sicurezza contro crimine organizzato e terrorismo, ma anche nei settori dell’agricoltura, della medicina, della tecnologia. Il piccolo Davide è arrivato, tutto da solo, a risultati enormi per il Buon Vivere; può quindi aiutare altri paesi, come già sta facendo d’altronde. Proprio questo aspetto, oltre naturalmente all’esigenza morale di riconoscere quello che è giusto, può attrarre numerosi altri stati a rifiutare la mozione antisraeliana dell’Onu. Romania, Slovenia, Repubblica Ceca paiono essere su questa strada. Israele può cooperare pacificamente con altri popoli, insegnando e mettendo a disposizione risultati avanzatissimi raggiunti in tanti settori. Questa potrebbe davvero essere la rivoluzione della cooperazione! Un’altra arma potente per conquistare alleati, da parte di Israele, è smascherare l’ipocrisia della finanza globalizzata, capeggiata da Soros. Non credo che Viktor Orban, il premier ungherese, resterà l’unico, tra i membri del Gruppo Visegrad, a denunciare Soros e la sua cricca, troppo ascoltati ed influenti a Bruxelles. (E la mozione anti Israele dell’Onu è collegatissima a questi poteri forti europei.) Viktor Orban ha dichiarato che l’obiettivo del miliardario è quello di creare, in Europa, una popolazione meticcia e di ostacolare i governi che si ribellano a tale visione. Presto, ha aggiunto Orban, l’Europa sarà divisa tra stati “liberi dai migranti” e altri “invasi da migranti economici”. Pensava al Gruppo di Visegrad, nel nominare quelli “liberi dai migranti”? Noi speriamo davvero che il cerchio si allarghi. Intanto il neo governo di Kurz, in Austria, ha già mostrato di essere legato al Gruppo da convinzioni simili (anti-islam e anti-immigrati). In Ungheria, recentemente, è stata votata una legge per inasprire i controlli sulle Ong che ricevono fondi esteri, come quelle finanziate dalla Open Society Foundations (di Soros) che promuovono l’accoglienza dei migranti e le “frontiere aperte”. Con coraggio Netanyahu si è schierato, al fianco del governo ungherese, contro il finanziamento delle Ong che sostengono l’invasione islamizzante in Europa, i nemici di Israele e la costante negazione dello suo stesso esistere. Netanyahu ha anche esclamato “E’ pazzesco che l’Europa sia contro Israele.” Sì, è davvero pazzesco, e ci auguriamo che molti rinsaviscano, si distacchino dal progetto “Soros” - Italia per prima - e affianchino Davide contro il gigante Golia. Susanna Trippa susannatrippa@tin.it

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