Bambine kamikaze

L’ultima di Boko Haram: le bombe umane

E cambia la strategia dei terroristi di colore: colpire cristiani e musulmani nella speranza di scatenare guerre civili religiose

Alfredo Lissoni
L’ultima di Boko Haram: le bombe umane

Foto ANSA

L'estremismo islamico si evolve e le pensa tutte; e continua a reclutare, quali facili prede, bambini. Anzi, in questo caso, bambine, come la ragazzina dodicenne fattasi esplodere al mercato settimanale di Wagir, nel quartiere di Gujba del capoluogo regionale dello stato di Yobe in Nigeria. La ragazzina sarebbe stata plagiata dai terroristi di Boko Haram, che già in altre occasioni hanno utilizzato giovani donne e ragazze come bombe umane per attaccare obiettivi civili, come nel caso delle persone al mercato.


La strategia della tensione non conosce soste. Il giorno prima dell’attentato di Wagir era stata la volta di una ragazza di 17 anni che aveva ucciso 20 persone al mercato del pesce di Maiduguri. Una ragazza della stessa età era rimasta uccisa, quando la kamikaze si era fatta saltare in aria senza provocare altre vittime. Gli analisti che studiano il fenomeno hanno suggerito che gli esplosivi portati dalle ragazze potrebbero essere stati controllati a distanza.


In Nigeria Boko Haram si era contraddistinta per gli attentati a raffica ai danni di fedeli musulmani (antagonisti) a Jos, nel centro del Paese, colpendo una moschea e un ristorante elegante, uccidendo 44 persone e ferendone altre 67. Qualche giorno prima una donna si era fatta esplodere in una chiesa evangelica uccidendo cinque fedeli; poi era stata la volta di una strage di 97 fedeli in una moschea sempre a Maiduguri.


Sconfitti militarmente sul terreno dall’esercito regolare nigeriano, sradicati dalle loro roccaforti e dai loro nascondigli dalle offensive militari congiunte, alle quali avevano partecipato anche soldati inviati dai vicini Ciad, Niger e Camerun, i Boko Haram hanno cambiato strategia. Dopo aver giurato fedeltà all'Isis e al Califfato, la setta ha ridimensionato il suo piano di pulizia etnico-religiosa, per concentrarsi su attacchi kamikaze più generalizzati, colpendo tanto i cristiani quanto i musulmani non radicali, cercando così di fomentare tensioni religiose e destabilizzare il Governo. L'obiettivo di Jos non era stato casuale: è la località ove convivono a denti stretti sia cristiani e musulmani, l'ideale punto di attrito.

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