Giustizia è fatta

Incubo finito per Stacchio: il giudice accoglie la richiesta di archiviazione

I banditi avevano sparato per uccidere, puntando l'arma ad altezza d'uomo. La Lega: "Avanti con la nostra proposta per eliminare l'eccesso di legittima difesa"

Redazione
Incubo finito per Stacchio: il giudice accoglie la richiesta di archiviazione

Matteo Salvini con Graziano Stacchio. Foto ANSA

"Lo rifarei immediatamente, perché difendere quella giovane intrappolata nella gioielleria lo considero un dovere. Altrimenti che futuro possiamo consegnare ai nostri figli?". Graziano Stacchio non si è mai pentito di aver imbracciato il fucile per rispondere al fuoco dei banditi che il 3 febbraio 2015 assaltarono l'oreficeria vicina alla sua pompa di benzina a Ponte di Nanto e il giudice di Vicenza, Stefano Furlani, ieri gli ha dato ragione, firmando la richiesta di archiviazione dall'accusa di eccesso colposo di legittima difesa. Richiesta che era stata avanzata nell'aprile scorso dal pm Cristina Gava che aveva aperto l'indagine all'indomani del tentato colpo al negozio di oreficeria Luxo di Roberto Zancan. Il benzinaio di Ponte di Nanto il 3 febbraio 2015 uccise un bandito, Albano Cassol, ma non ha avuto nessuna colpa: si è semplicemente difeso. Stacchio si era trovato a schivare le raffiche di mitra dei banditi e ne aveva ucciso uno, Albano Cassol, nomade trevigiano di 41 anni anni, morto per una ferita alla coscia. Solo il 20 maggio scorso il figlio del malvivente, Alan, 19 anni, già finito in manette due anni fa, è stato arrestato al termine di un lungo inseguimento della Polizia per aver rubato una moto a Jesolo.

La Procura aveva accertato che effettivamente la sera della rapina all'oreficeria i banditi avevano sparato per uccidere, con raffiche ad altezza d'uomo. Temendo che la commessa fosse in pericolo, Stacchio, testimone della rapina, si armò e sparò alcuni colpi per allontanare i banditi. Loro risposero al fuoco con raffiche di kalashnikov ad altezza d'uomo, tanto che l'unico sospettato finora catturato, Oriano Derlesi, è atteso a giudizio il prossimo 14 giugno con l'accusa di tentato omicidio nei confronti di Stacchio e di altre tre persone. Il benzinaio sparò alle gambe di Cassol, recidendogli la femorale e provocandone la morte. Stacchio, per il pm e per il giudice, ha risposto ad una minaccia mortale reagendo con un mezzo proporzionato, cercando però di non colpire parti vitali dei rapinatori. Dei tre colpi sparati dal benzinaio, due erano indirizzati contro la carrozzeria dell'auto dei banditi e uno aveva raggiunto la parte posteriore della coscia di Cassol. Stacchio rifiuta anche oggi la definizione di eroe, ma ammette di essere sempre disposto a mettere a repentaglio la propria vita per difendere quella di chi in pericolo. Come avvenne, prima dei fatti di Ponte di Nanto, quando si gettò in un fiume per salvare la vittima di un incidente stradale.

Per la Lega Nord, che si era schierata fin dall'inizio dalla parte del benzinaio, la prima reazione è quella di Roberto Calderoli: "Sono felice che la giustizia abbia fatto il suo corso - commenta il vice presidente del Senato - e abbia riconosciuto che il benzinaio Stacchio non ha fatto nulla di sbagliato e ha fatto la cosa giusta intervenendo e sparando ai rapinatori che stavano minacciando la vita di una commessa. Sono contento - prosegue calderoli - che il giudice di Vicenza abbia firmato il decreto di archiviazione dell'accusa di eccesso colposo di legittima difesa per Stacchio: una decisione di buon senso. Ma adesso andiamo avanti con la proposta di legge popolare della Lega Nord per modificare la legge ed eliminare l'eccesso di legittima difesa per chi si difende a casa propria o nel proprio capannone o esercizio commerciale. Facciamo in modo - conclude Calderoli - che nessun altro Stacchio debba essere sottoposto al giudizio di un tribunale solo per essersi difeso a casa propria o aver difeso la vita di un'altra persona".

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