indagine a bari

Boss estorce assunzione in cooperativa Amiu, 2 arresti

Franco Diomede avrebbe preteso di essere assunto nella cooperativa che gestiva la pulizia dei bagni pubblici

Redazione
Boss estorce assunzione in cooperativa Amiu, 2 arresti

Due pregiudicati baresi sono stati arrestati dagli agenti della Squadra Mobile con l'accusa di estorsione aggravata dal metodo mafioso. Uno di loro, il boss Franco Diomede, avrebbe preteso di essere assunto nella cooperativa che gestiva per conto dell'Amiu, azienda municipalizzata igiene urbana di Bari, la pulizia dei bagni pubblici e, anni dopo, passato nell'organico della ditta che aveva vinto il nuovo appalto della municipalizzata barese che si occupa di raccolta rifiuti, avrebbe preteso e ottenuto un aumento di stipendio. Diomede, in concorso con il pregiudicato 26enne Marco Novelli (anche lui destinatario della misura cautelare in carcere), risponde anche di un'altra estorsione ai danni di un imprenditore edile dal quale i due si sarebbero fatti consegnare - per il solo fatto di avere un cantiere nel quartiere Carrassi controllato dal clan Diomede - duemila euro in 4 rate da 500.


I fatti contestati risalgono agli anni 2013-2016. I primi due episodi ricostruiti dagli investigatori, coordinati dal pm della Dda di Bari Roberto Rossi, si riferiscono all'assunzione di Diomede nell'azienda barese 'La Splendid' nell'ottobre 2013, che gestiva per conto dell'Amiu il servizio di pulizia dei bagni pubblici. Dall'agosto 2014 il boss è poi stato assunto dalla società' H2o che aveva vinto il nuovo appalto e nel gennaio 2016 avrebbe preteso un aumento di stipendio trasformando il proprio contratto da part-time a full-time. L'indagine trae origine dalle dichiarazioni del pentito Giuseppe Simeone. Nel febbraio scorso Diomede era già stato destinatario di un arresto - insieme con altri quattro presunti sodali - per estorsioni ai danni di commercianti del quartiere Carrassi. Proprio nell'ambito di quella inchiesta era emersa la circostanza di un rapporto di lavoro del boss con l'Amiu e con le cooperative appaltatrici.


Il clan Diomede era già balzato agli onori della cronaca nei mesi scorsi allorché si era scoperto che il boss ed i suoi accoliti mettevano in ginocchio con le estorsioni i commercianti del quartiere Carrassi, a Bari, inclusi quelli del mercato di Santa Scolastica. Dai quali pretendevano, da anni, la fornitura settimanale di carne e pesce, cesti natalizi ma anche occhiali da sole e oggetti d'arredamento: tavoli, sedie, un quadro, un divano, lampade Svarowsky, un plaid per il cane. Sino al catering gratuito per l'inaugurazione di un centro scommesse di famiglia.

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