Intervista al direttore del Fatto Quotidiano

Travaglio: "Renzi? Forse si è rincoglionito. È come un pugile suonato che non ne azzecca una"

Nel nuovo libro "Perché No" tutti i pericoli della riforma costituzionale: "La Boschi dice che con la riforma risparmieremo 10 miliardi e il Pil crescerà del 6%. Non si sa dove abbia letto queste cose. Forse ha fatto i calcoli con suo padre in Banca Etruria"

Marco Dozio
Travaglio: "Renzi? Forse si è rincoglionito. È come un pugile suonato che non ne azzecca una"

Foto ANSA

Evocare l’apocalisse imminente, in politica, non porta molta fortuna. Ci aveva provato Cameron, raccontando che in caso di Brexit le pensioni sarebbero saltate e la voragine nei conti pubblici sarebbe stata tale da determinare la catastrofe della nazione. Gli è andata male. Ora ci provano i renziani di lotta e di governo, spalleggiati dalla renzianissima Confindustria, paventando misteriosi crolli del Pil, disoccupazione e povertà dilagante in caso di vittoria del No al referendum di ottobre. Evidentemente non hanno imparato la lezione. Marco Travaglio, direttore del Fatto Quotidiano, prova a rimettere al centro i contenuti della riforma costituzionale con il libro "Perché No - Tutto quello che bisogna sapere sul Referenzum d’autunno contro la riforma Boschi-Verdini" (Paper First) scritto con la collega Silvia Truzzi, disponibile da giovedì scorso nelle librerie o in edicola con il Fatto. Guida pratica e preziosa, antidoto alla propaganda secondo cui l’Italia ripartirà più bella ed efficiente che pria grazie alle prodezze dei padri “ricostituenti”. Travaglio definisce il Renzi di oggi come “un pugile suonato che non ne azzecca una” e che però dispone di una potenza mediatica soverchiante.

Il suo libro è un tentativo di bilanciare le forze in campo? Da una parte c’è Renzi con la grande stampa e la propaganda a reti unificate, dall’altra i comitati, quel che resta della stampa indipendente e i partiti d’opposizione.

La santissima trinità Renzi-Boschi-Napolitano è dappertutto. Mentre il No ha avuto al massimo pochi secondi nei telegiornali. Passa il messaggio di Renzi-Boschi-Napolitano che preannunciano catastrofi in caso di vittoria del No, per non parlare della Confindustria e dei suoi ridicoli dati sull’aumento della povertà: manca solo la desertificazione o la deriva dei continenti. Non si riesce a parlare del merito. Il mio tentativo è di riportare il merito della questione al centro del dibattito. Se il No sale nei sondaggi anche perché Renzi comincia a stare sul cazzo alla gente. Ma non dovrebbe essere su questo che si vota a ottobre. Dovremmo decidere se la costituzione nuova ci piace oppure no, se sia più o meno o democratica, se va a migliorare l’esistente o lo va a peggiorare. Di questo non si è riusciti a parlare. Faccio un esempio: in tv ho dibattuto recentemente con Mieli, il quale non badava ai contenuti della riforma, ma si concentrava solo sul fatto che il voto contrario avrebbe provocato instabilità.

Ma la costituzione non dovrebbe prescindere dalle contingenze politiche?

Esatto. Il punto è che sono tutti preoccupati per le sorti momentanee di un governo che se va bene dura ancora un anno e mezzo, se va male sei mesi. Ma dovremmo pensare al fatto che stanno cambiando la costituzione e che le costituzioni durano decenni. Una volta cambiata te la tieni. Dobbiamo essere certi al cento per cento che la nuova costituzione sia migliore di quella vecchia. Che poi tanto vecchia non è: quella degli Stati Uniti è in vigore dal 1789, in 3 secoli hanno aggiunto 27 emendamenti. Noi abbiamo cambiato 43 articoli in 60 anni.

La propaganda renziana ora ricorre al terrorismo mediatico, preconizzando disastri economici di ogni sorta in caso di vittoria del No. La Confindustria prevede addirittura un crollo del Pil. Una tecnica usata anche da Cameron, che però non ha funzionato. Gli elettori alla fine non si sono fatti condizionare.

Mi fa ben sperare che a pochi mesi dal referendum i sostenitori del Sì siano così malridotti e così a corto di argomenti da doversi inventare certe assurdità. La Boschi sostiene che se passa la riforma risparmieremo 10 miliardi e il Pil crescerà del 6%. Non si sa dove abbia letto queste cose. Forse ha fatto i calcoli con suo padre in Banca Etruria. La Confindustria poi non si sa dove abbia preso questi dati, secondo i quali avremmo un crollo dell’occupazione e un aumento della povertà. Si sono già ridotti a dover spaventare la gente.

In Italia può funzionare?

Qualcuno che si fa spaventare lo troveranno di sicuro. Ma la gente è abbastanza sgamata, ha già sentito dire in questi anni “attenti, se non votate me è la fine del mondo”. Dopodichè ti rendi conto che non è vero. C’è una sproporzione tale tra le apocalissi con cui cercano di spaventarci e la modestia degli effetti pratici che queste evocazioni da millenarismo medievale non reggono più. Se sono ridotti così a pochi mesi dal voto, cosa faranno quando mancheranno pochi giorni? Manderanno i cacciabombardieri, i carri armati per le strade (sorride)?

Napolitano, parlando della Brexit, ha detto che non bisogna interpellare il popolo su argomenti complessi. È lo stesso Napolitano che ci invita a votare Sì al referendum su una complessa riforma costituzionale?

A chi compra il libro suggerisco di dare un’occhiata all’articolo 70. Oggi è di 9 parole: “La funzione legislativa è esercitata collettivamente dalle due Camere”. Mentre il nuovo articolo 70 dopo che ci hanno messo le zampe Boschi e Verdini consta di 434 parole, di cui non si capisce un cazzo. Sembra un regolamento condominiale, sembrano le istruzioni della lavatrice. Se pensiamo alla complessità di quell’articolo 70 ci rendiamo conto del fatto che questi sono degli impuniti. Dicono tutto e il contrario di tutto, a seconda del loro interesse. È molto più facile per un cittadino decidere se vuole far parte o meno dell’Unione Europea, anche perché l’ha sperimentata, che non decidere se è meglio l’articolo 70 vecchia maniera o quello nuovo. In quell’articolo 70 ci sono 10 diversi sistemi di approvazione di una legge a seconda del tema che tratta. Ora i sistemi di approvazione di una legge sono 2. Se vuoi fare una riforma che semplifica le cose non prendi 2 sistemi e li moltiplichi fino ad arrivare a 10. Se ne fai 10 mi sa che stai complicando, non semplificando.

Riuscirà a passare questo messaggio? Ci sono persone che dicono di votare Sì convinte che il meccanismo legislativo verrà velocizzato e semplificato.

Non è vero che le leggi verranno approvate in minor tempo. Anzi, con questi 10 sistemi al posto di 2 i rapporti tra Camera e Senato si incasineranno a tal punto che ci sarà la paralisi. Già oggi quando i partiti vogliono fare le leggi le fanno in quattro e quattr’otto. Non è vero che procedono lente perché c’è il Senato. Procedono lente perché i partiti le tengono bloccate, quando non sono d’accordo tra loro. Quando sono d’accordo e vogliono fare delle leggi, di solito pessime, ecco che le fanno molto velocemente. La manovra Monti-Fornero passò in due tranche, una in 16 giorni e l’altra in 8 giorni tra Camera e Senato. Non è vero che il Senato è un freno. Il freno lo mettono i partiti quando non vogliono approvare qualcosa. Per le unioni civili ci hanno impiegato 30 anni, ma perché non le volevano approvare. Anche se non ci fosse stato il Senato sarebbero comunque trascorsi 30 anni prima dell’approvazione.

A proposito di Senato, avremo quello dei nominati.

È scioccante pensare che non ci consegneranno la scheda del Senato quando andremo a votare. Persino negli Stati Uniti il Senato è elettivo esattamente come la Camera. Il Senato non è più elettivo perché se lo vogliono nominare attraverso i consiglieri regionali, la classe politica più malfamata d’Italia, addirittura peggio di quella parlamentare. Succede che chi viene eletto per fare il sindaco o il consigliere regionale e a un certo punto viene nominato in Senato, devi dividersi tra il ruolo di sindaco o di consigliere regionale e quello di senatore, con il risultato di far male tutti e due i lavori. I sindaci anche di comuni medi devono fare il sindaco a tempo pieno, mica possono farlo part time. E mentre è a Roma il sindaco chi lo fa?

Poi c’è il discorso dell’immunità.

Perché, per esempio, il sindaco di Milano deve essere immune in quanto nominato senatore e quello di Varese o Como no? Se sei sindaco non devi godere di alcuna immunità. Che spetta a chi viene eletto per fare il parlamentare, non a chi viene eletto per fare il sindaco e solo dopo viene spedito in parlamento. Abbiamo una classe politica pessima, quella dei consigli regionali, persone coinvolte negli scandali delle ruberie e dei rimborsi e li mandiamo a Roma a fare i senatori con l’immunità? Siccome dovranno farlo gratis, percependo già l’emolumento dall’ente locale, l’unico vantaggio che avranno sarà quello dell’immunità. È così che li selezioni alla base: chi vuole rompersi le scatole a fare pure il senatore? Uno che ha bisogno dell’immunità.

Renzi dopo aver personalizzato il referendum, visti i risultati, sta goffamente cercando di fare marcia indietro.

La cosa comica è che ci vorrebbe uno psicologo spiegare l’atteggiamento di Renzi. È talmente pieno di sé che a un certo punto ha detto “io minaccio di andarmene se vince il No, così tutti votano Sì perché mi amano”. Ma non è vero.  Renzi è uno dei premier meno credibili agli occhi dell’opinione pubblica: governa da due anni senza averlo mai fatto prima e in due anni ha dilapidato tutto il patrimonio che aveva accumulato, tant’è che ora ha un consenso del 27%. Con due opposizioni forti, 5 Stelle e galassia del centrodestra, è evidente che sei uno contro due, e allora dovresti il più possibile spersonalizzare. Se dici che se vince il No "vado a casa", è ovvio che le due opposizioni abbiano un interesse che prescinde dal tecnicismo della riforma. È riuscito a galvanizzare le truppe del No come nessun altro.

Come vede Renzi dopo la batosta rimediata alle amministrative?

Renzi è un pugile suonato che non ne azzecca una. Basti pensare a come ha condotto la campagna elettorale. Io sono di Torino e lavoro a Roma, quindi ho visto all’opera lui e il suo partito in entrambe le città. È impressionante vedere l’idiozia con la quale hanno gestito i ballottaggi, in una città dove erano in svantaggio come Roma e in una dove erano in vantaggio come a Torino. Hanno fatto gli stessi errori da tutte e due le parti. Fassino ha chiuso la campagna elettorale alla scuola Holden di Baricco, scuola privata da 20mila euro l’anno, mentre i 5 Stelle stavano in piazza. Risultato: ha vinto nei quartieri ricchi, pochissimi, e ha perso in tutti gli altri. A Roma hanno fatto campagna elettorale dicendo di non votare la Raggi perché non voleva le olimpiadi. Ma quando la Raggi durante i comizi diceva no alle olimpiadi partiva le standing ovation. I romani non sono stupidi, sanno benissimo che c’è un debito di 15, forse 20 miliardi sulle loro spalle. E che se gliene aggiungi altri 10, per un evento di 15 giorni, è logico che per i prossimi 50 anni dovranno pagare il doppio di tasse comunali per finanziare questa ennesima "sola". Giachetti era diventato l’uomo delle olimpiadi. Mi chiedo se abbiano mai messo il naso fuori da casa loro, dai loro salotti, dalle loro terrazze per annusare l’aria che tira. La gente dice: "quanto costano le olimpiadi? Dieci miliardi? Perfetto, fatele da un’altra parte". Sono così estranei all’elettorato, pretendendo pure di rappresentare gli elettori di sinistra, che si sono ritrovati a vincere ai Parioli e a Prati per perdere rovinosamente in tutti gli altri quartieri, popolari o meno popolari che siano. Sono proprio dei pugili suonati. E stiamo parlando di Renzi, di un ragazzo 40 anni, non di un vecchio rincoglionito. O forse ha impiegato ben poco a rincoglionirsi anche lui.

LIBERA LA BESTIA CHE C'È IN TE!

Contribuisci anche tu alla sezione LIVE NEWS, inviandoci un video, una foto o un articolo!

partecipa inviandoci i tuoi:


MC S.R.L.
sede legale: via angelo maj, 24 - 24121 Bergamo
C.f./P.IVA: 04061980167 - R.E.A.: BG-431792
Email: INFO@ILPOPULISTA.IT

direttore: alessandro morelli
condirettore: matteo salvini

ILPOPULISTA.IT È UNA TESTATA TELEMATICA REGISTRATA PRESSO IL TRIBUNALE DI MILANO, N. 121 DEL 27/04/2015

per i tuoi annunci: PUBBLICITA@MC-SRL.EU