pericolo EPIDEMIE

Migranti: medico svizzero denuncia rischio epidemie, scoppia un casino (alla rovescia)

Quando Chiasso lanciò l'allarme clandestini malati. Portavano scabbia e difterite

Redazione
Migranti: mdico svizzero denuncia rischio epidemie, richiamato

Che i clandestini (non tutti, per carità; alcuni di essi) possano varcare le frontiere europee portando con sé malattie non curate per la paura di essere identificati ed espulsi è un segreto di Pulcinella. Ma guai a dirlo, o a scriverlo. Eppure l'anno scorso il periodico ticinese Mattino on line, contestando la politica di accoglienza tanto lodata dal direttore sanitario di Chiasso, pro-extra, non si è fatto problemi a lanciare un sasso nello stagno. Pubblicando la lettera di protesta (garbata, con perfetto aplomb svizzero) di un medico cantonale al direttore del Centro di registrazione che ospitava i migranti.

 Il tutto in maniera anonima, certo, dato che il dottore, per dirla alla Totò, ad esporsi pubblicamente "aveva da passa' 'n guaio". Il professionista se l'è giocata con furbizia, per evitarsi accuse di razzismo e, oltre a lanciare l'allarme, ha fatto il finto tonto, con il pretesto di voler solo "fornire indicazioni mediche su come comportarsi per fronteggiare la malattia", citando però espressamente quattro casi accertati di difterite (che è una patologia infettiva fortemente contagiosa e che, se trascurata, può avere esito letale) riscontrati tra i richiedenti asilo giunti nella struttura e tanto cari al suo direttore.

Apriti cielo. Putiferio sui giornali ed intervento della classe politica locale. Ma all'esatto opposto di quello che sarebbe successo in un caso del genere in Italia. Nel senso che non solo non si è visto alcun radical-chic stracciarsi le vesti contro il "razzista" di turno, ma anzi le autorità cantonali sono saltate sulla sedia nel venire a sapere di "un'emergenza sanitaria da un giornale".  E se la sono presa con il direttore del centro. Il Comune di Chiasso ha scritto, infuriato, al Medico Cantonale: “Casi di difterite e voi non ce lo dite?”.

L'epidemia è stata comunque contenuta. Lo stesso fantomatico dottore (peraltro facilmente individuabile dai suoi capi) nell'aninima missiva invitava "all’immediata introduzione di un monitoraggio delle persone coinvolte, con registrazione della diagnosi e del medico coinvolto", suggerendo "un accurato esame della pelle dei migranti entro le 24 ore dall’arrivo" e "l’immediato invio ai laboratori di quei soggetti che dovessero presentare ferite ed ulcerazioni della pelle". Iter regolarmente svolto. Epidemia debellata. Polemiche cessate. Fine. Non osiamo invece pensare allo starnazzare indignato dei talk-show e del mondo politico italiano, se una lettera del genere fosse stata scritta a casa nostra...

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