la migliore amica del fegato

Liquirizia mania

È una pianta originaria del Sud, dalle cui radici ricaviamo non solo gustose delizie per il palato ma anche tante proprietà fitoterapiche

Stefania Genovese
Liquirizia mania

Forse non tutti sanno che un encomio speciale, nella diffusione e nell'apprezzamento delle virtù, non solo dolciarie, di quest'arbusto, è stato riconosciuto alla Regione Calabria. Già, perché a Rossano, in una ditta rinomata in tutto il mondo, si tramanda una lunga storia di passione per la coltivazione e la pianta di liquirizia, fin dal 1500, coniugando moderna tecnologia con antiche tradizioni come il "Concio" del Settecento.


Insomma che sia a bastoncino di radice grezzo, gommosa, spezzata o a favetta, pura o aromatizzata all'arancia o alla violetta, la liquirizia ha scatenato una vera e propria passione degustativa. Le radici, da cui viene estratto il principio attivo, si raccolgono in settembre-novembre quando la pianta (che ha una maturità di almeno tre anni, e cresce su terreni calcarei o argillosi) è entrata a riposo; in seguito esse vengono selezionate e private dalle radichette laterali e poi tagliate a pezzetti di circa 10-15 cm.

Dalla nostra ricercata radice della liquirizia viene estratta una "droga" (nella terminologia classica) le cui proprietà sono rinfrescanti, emollienti, antinfiammatorie, ed espettoranti;  ma non solo: il principio attivo, l'acido glicirizzico ha molti utilizzi. Infatti la liquirizia è una componente dissetante per pasticche e caramelle, viene usata come dolcificante ed esaltante del sapore per i dolci, per preparati dietetici, aromatizzante ed anche come colorante naturale per liquori, e bevande di vario genere. Per uso interno la liquirizia viene sfruttata come sedativo della tosse ed espettorante, e come antispasmodico e coadiuvante dei processi digestivi, ed allevia i bruciori di stomaco e le gastriti.


Inoltre, un altro suo derivato, l'acido organico glicirretico, viene anche impiegato nella terapia dell'ulcera. Per gli accaniti fumatori è un'ottima panacea perché migliora l'alito e preserva dalle irritazioni della gola. Taluni effetti lenitivi e normalizzanti si possono trovare persino in pomate da applicarsi sulla pelle. La liquirizia che si presenta dunque come un  semplice legno dolce è in realtà un mirabile rizoma che stemperato in un po' d'acqua, ora che ci avviciniamo alle calde giornate estive, può presentarsi come ottimo dissetante; mescolato con orzo e gramigna bollita nell'acqua può diventare un prezioso decotto diuretico, gradito agli indisposti.

Della liquirizia si conoscono diverse tipologie: la Glycyrrhiza glabra coltivata, che cresce anche in Italia, Grecia e Spagna (considerata la più pregiata perché contiene una maggiore quantità di principio attivo, la glicirrizina); la Glycyrrhiza glabra glandulifera, detta anche Liquirizia di Russia, diffusa nelle zone orientali dell'Europa ed in Russia; quella hirsuta; quella glabra violacea; quella coltivata in Cina a basso contenuto di zucchero.


Accertate dunque le sue numerose doti terapeutiche, soprattutto quella di protettivo della mucosa gastrica, occorre però prestare attenzione al dosaggio da consumare, qualora si abbia una pressione alta. Infatti la glicirizzina agisce sui livelli di regolazione di un ormone, l'aldosterone, che determina ipo o ipertensione; quindi è meglio non abusarne, se si soffre di iperetensione. In caso contrario, può essere invece molto utile come tonificante e rinvigorente. Un altro prezioso pregio detenuto dall'acido glicirizzico, che lo rende un alleato della nostra salute, è la sua capacità di fornire una adeguata protezione al fegato, soprattutto nei soggetti affetti da gravi insufficienze epatiche.


Da alcuni studi condotti in ambito farmacologico si è evinto come il consumo di estratto secco di liquirizia per almeno un mese consecutivo produca sensibili miglioramenti. La liquirizia agirebbe dunque come antiossidante in grado di contribuire a ridurre trigliceridi e transaminasi nel fegato, aumentandone il glicogeno epatico. Poiché dunque agisce anche sulla metabolizzazione e la regolazione degli zuccheri nel sangue, la liquirizia non è solamente depurativa, ma anche rilassante e, conseguentemente, la troviamo associata ad altre erbe come camomilla e passiflora per attenuare l'insonnia. In conclusione la nostra glycyrrhiza glabra è un'ottima amica del palato ed anche del nostro benessere.


Si ringrazia per la consulenza l'erborista Giuliana Cattaneo.

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