TRADIZIONI IN PERICOLO

Mamma sei bellissima e da grande ti voglio sposare

Festeggiare la mamma in un contesto culturale globale che odia le tradizioni

Fabio Montoli
Mamma sei bellissima, e da grande ti voglio sposare

Mamma bianca, mamma nera, mamma grassa o magra, alta o bassa, non importa, alla mamma almeno una volta tutti noi, abbiamo chiesto di sposarla.

La prima festa della mamma che ricordiamo è datata 1933 quando, nel contesto delle politiche della famiglia, ad essere festeggiate erano le madri più prolifiche. Oggi sarebbe blasfemia e populismo allo stato puro.

Infatti, come l'economia, anche la figura della mamma sta vivendo un periodo di crisi, sia perché sta perdendo posizione sotto l'aspetto biologico, oggi si può fare un figlio senza diventare mamma, sia perché anche le ricorrenze tradizionali stanno stancando e finalmente arriva una ventata di modernità e cambiamento.

Sì, perché dopo il presepe e le recite, anche essere mamma potrebbe urtare la sensibilità di qualche colto fondatore europeista o di qualche portatore di cultura e saggezza. Meglio la festa "di chi ti vuole bene" insomma, sperando di non dover cambiare anche tutto il repertorio delle canzoni dedicate.

Giusto per dare i numeri, secondo una indagine di Save the Children, in Italia c'è ancora una enorme disparità sociale tra le mamme del Nord e quelle del Sud, dovuta soprattutto alla questione professionale, lavorativa ed economica. La fotografia generale che ne emerge, incrociando una serie di indicatori tra i quali il tasso di fecondità, quello di occupazione, l'accessibilità agli asili nido, è quella di una condizione nel nostro Paese di assoluto svantaggio che penalizza fortemente il desiderio di maternità.

Per le instancabili mamme insomma, vita dura ancor prima di cominciare. Ma poi, noi lo sappiamo, son più le gioie e gli amori dei nomi delle feste storpiati, son più gli abbracci e le carezze dei bocconi amari, son più le canzoni delle sconfitte.

E tu, mamma, potrai anche essere alta, bassa, magra oppure grassa, potrai essere forte o debole, giovane o vecchia, potrai forse anche non esserci più qui, insieme a noi, ma mamma, tu comunque sei bellissima.

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