oggi gli investigatori al cairo

Caso Regeni: con l'Egitto è rottura diplomatica?

Un team di detectives italiani incontrerà le autorità egiziane per visionare le prove acquisite dai colleghi nordafricani

Alfredo Lissoni
Caso Regeni: con l'Egitto è rottura diplomatica?

Foto ANSA-Facebook

Oggi al Cairo vertice tra investigatori italiani ed egiziani sull'omicidio di Giulio Regeni. La delegazione italiana è composta da otto membri, compreso un funzionario del Servizio centrale operativo di polizia (Sco) e un ufficiale del Raggruppamento operativo speciale dell'Arma dei Carabinieri (Ros) che fin dall'inizio hanno seguito l'inchiesta. Agli investigatori, fanno sapere le autorità egiziane, verranno forniti parte dei tabulati telefonici indispensabili per ricostruire la vicenda.

Giunti ieri nella capitale egiziana, i detective italiani non hanno voluto rilasciare alcuna dichiarazione ai giornalisti presenti all'aeroporto internazionale del Cairo. La presenza del team investigativo è stata richiesta dal procuratore generale egiziano Nabil Sadeq. La visita durerà un paio di giorni e da essa potrebbe dipendere l'eventuale ritorno al Cairo dell'ambasciatore italiano, Maurizio Massari, richiamato a Roma "per consultazioni" lo scorso 8 aprile, dopo il fallimento delle riunioni svolte a Roma tra i team investigativi italiano ed egiziano. Inutile nascondere che i due Paesi rischiano la rottura delle relazioni diplomatiche.


La situazione si è incancrenita dopo che, nei giorni scorsi, il consulente della famiglia di Giulio Regeni al Cairo, Ahmed Abdallah, è stato arrestato con l'accusa di "attività sovversiva e partecipazione a manifestazione non autorizzata", "crimini" del tutto scollegate al caso di Regeni, secondo le fonti giudiziarie, per i quali al legale sono stati inflitti 15 giorni di custodia cautelare.  Al momento della condanna il clima, in Tribunale, era talmente teso che i magistrati hanno dovuto fare sgomberare l'aula.

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