fine di un mito?

Michael Schumacher, prigioniero di un assurdo silenzio

Come sta realmente il grande pilota di Formula Uno? Un tabloid statunitense ha lanciato l'allarme: male, malissimo, sarebbe addirittura in fin di vita

Fabrizio Carcano
Michael  Schumacher, prigioniero di un assurdo silenzio

Michael Schumacher in fin di vita? Vero? Falso? Impossibile saperlo. Secondo i media tedeschi, la notizia è di qualche mese fa e pare credibile, dell'uomo d'acciaio, bionico, muscoloso, che siamo stati abituati a vedere nei 18 anni di carriera in Formula 1 resterebbe solo lo scheletro o poco più: a causa dell'immobilità completa sarebbe dimagrito dai quasi 80 kg degli anni d'oro a poco più di 40 kg. Anche questa notizia è vera? Falsa? Impossibile saperlo.


E si ritorna alla domanda precedente: come sta Michael Schumacher? È la domanda che da quel maledetto 29 dicembre 2013, da quella banale caduta sugli sci, si pongono milioni di fan di Schumi in tutto il mondo. Da allora pochissime risposte, centellinate, stringate. Di lui, oggi 47enne, parla (pochissimo) solo la sua rigidissima portavoce Sabine Kleim: monosillabi o poco più. Intorno un muro di silenzio impenetrabile. Quasi assurdo. Certo il diritto alla privacy è sacro e sacrosanto. Schumacher è un uomo, un padre, un marito.


Ma è anche un mito, e tale resta, un'icona dello sport e dei motori, il pilota più vincente di sempre, un uomo che ha costruito con il coraggio e il talento la sua carriera di successi ineguagliati che lo ha trasformato in un personaggio universale, con milioni di tifosi in tutto il mondo, a cominciare dal popolo ferrarista, che lo hanno seguito e osannato per oltre vent'anni e adesso si domandano cosa ne è di lui.


Ecco, il punto è questo: l'uomo Schumacher, che ha diritto alla riservatezza, si confonde con il campione, con il mito, con alle spalle milioni di tifosi che chiedono di lui. Perché Schumacher appartiene alla leggenda, appartiene a tutti noi, un po' come se fosse un patrimonio dell'Unesco. E allora perché non far sapere qualcosa? Con un comunicato esauriente, una conferenza stampa magari ogni tre mesi del suo medico, oppure qualche aggiornamento via social. Se calcolassimo il numero di tifosi di Schumacher al mondo verrebbe fuori una cifra impressionante: da superare la popolazione italiana, forse persino quella tedesca. Dietro a Schumi c'è un popolo, che ogni tanto ha bisogno di sapere. E non perdere la speranza di riabbracciarlo...

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