Intervista dall'amico Fazio

Renzi conferma: "Se perdo il referendum vado a casa"

E poi il solito bla-bla su "viva l'Europa, viva Obama, abbasso le frontiere"

Luca Morisi
Renzi: "Se perdo il referendum vado a casa"

Renzi ospite di "Che tempo che fa", Rai Tre (Foto ANSA)

Matteo Renzi, intervistato da Fabio Fazio a Che tempo che fa, è netto: "Se io perdo, con che faccia rimango. Ma non è che vado a casa, smetto di fare politica. Non è personalizzazione ma serietà". Il riferimento è al referendum costituzionale del prossimo autunno, in cui le finte riforme del duo Renzi-Boschi rischiano di essere bocciate dal corpo elettorale, nonostante la sicumera esibita in ogni occasione pubblica dal ragazzotto di Rignano sul'Arno.
Poiché gli italiani che vorrebbero accontentare i propositi di ritiro renziano si contano a decine di milioni, non è forse stata una mossa geniale l'annuncio contestuale dell'email bellezza@governo.it, nata per raccogliere segnalazioni dei cittadini sulla ristrutturazione di chiesette e musei, ma che qualche pericoloso populista potrebbe utilizzare in altro modo.

Nell'ovattato salottino di Rai Tre dell'amico Fazio, il premier-non-eletto ha poi annunciato che Carlo Calenda - già viceministro con Enrico Letta e transfuga montiano, da un annetto scopertosi "piddino", sicuramente per altissima e convinta adesione agli ideali del partito - sarà il nuovo ministro dello Sviluppo economico, in sostituzione di Federica Guidi, caduta sulla nota storiaccia di fidanzati, guerra tra bande e intercettazioni al vapor di petrolio.

Un periodaccio per il PD e per il governo, dopo l'arresto in settimana del sindaco di Lodi, Simone Uggetti, accusato di aver pilotato i bandi delle piscine comunali, con ricco corredo di intercettazioni sulle manovre condotte per cancellare file scottanti da un pc. Tanto che "Renzino" deve ammettere che "la questione morale esiste, sì. Chi la nega, nega la realtà". Ma è sempre un predicare bene e razzolare male: l'aspirante "hacker" Uggetti, delfino del fedelissimo renziano e vicepresidente nazionale del PD, Lorenzo Guerini, si guarda bene, infatti, dal mollare la poltrona, come chiesto a gran voce anche dalla Lega, che oggi a Lodi ha organizzato una partecipata manifestazione di protesta.

Nel sussurrato bla-bla su Rai Tre, non poteva poi mancare tutto il repertorio del conservatorismo buonista e politically correct: elogio al Papa e al "grandissimo Barack Obama", elogio dell'Europa e monito sull'inutilità di stringere le maglie delle frontiere italiane perché tanto "gli attentatori restano dentro perché sono nati nelle nostre periferie".
Insomma, tanto sono dentro e siamo fritti: meglio star fermi, far entrare cani e porci e dormire (rassegnati) sonni tranquilli.


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