Commissione Ue ha neutralizzato uno per uno i punti controversi

Eurogruppo, l'accordo sul Mes con la condizionalità "svuotata"

Oltre alla destinazione d'uso dei fondi, non vi sarà alcuna altra "condizionalità" di tipo finanziario o macroeconomico imposta agli Stati membri che chiederanno di accedere a questa linea di credito speciale

Redazione
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L'accordo raggiunto oggi durante la videoconferenza dell'Eurogruppo sull'uso del Meccanismo europeo di Stabilità (Mes) per finanziare con prestiti agevolati le spese "sanitarie e di prevenzione, dirette e indirette" sostenute dagli Stati per la pandemia di Coronavirus, ha confermato che, oltre alla destinazione d'uso dei fondi, non vi sarà alcuna altra "condizionalità" di tipo finanziario o macroeconomico imposta agli Stati membri che chiederanno di accedere a questa linea di credito speciale. I ministri delle Finanze hanno approvato, dopo un esame sorprendentemente rapido (la riunione, che aveva anche altri punti in agenda, è durata meno di tre ore) tutti i dettagli e i documenti messi a punto dalla Commissione europea, e presentati ai ministri con una lettera che i due commissari responsabili per l'Economia e Finanza, Valdis Dombrovskis e Mario Gentiloni, avevano inviato ieri al presidente dell'Eurogruppo, Mario Centeno.

L'accordo conferma che la linea di credito antipandemica potrà arrivare fino al 2% del Pil dei paesi richiedenti, calcolato al 2019 (nel 2020, vista la recessione, la stessa percentuale potrebbe portare a un importo significativamente minore). Per l'Italia, si tratterebbe di 36 o 37 miliardi di euro. Il direttore del Mes, Klaus Regling, ha puntualizzato, durante la conferenza stampa finale online dell'Eurogruppo, che i fondi potranno essere utilizzati, oltre che per la prevenzione, anche per la spesa sanitaria generale, non legata direttamente al Covid-19, visto che una delle conseguenze della pandemia è stata quella di togliere risorse e operatività alle cure riguardanti altre patologie nei sistemi sanitari nazionali.

I prestiti erogati a tassi d'interesse favorevoli (attorno allo 0,15%, con una commissione iniziale dello 0,25%) potranno essere restituiti in un periodo fino ad un massimo di 10 anni. Questo dovrebbe rendere lo strumento particolarmente conveniente per i paesi come Italia e Spagna che pagano rendimenti ben più alti sul loro debito pubblico, mentre non avrebbero alcun interesse a parteciparvi i paesi come la Germania, che potrebbero finanziarisi tranquillamente sul mercato a condizioni uguali o anche più favorevoli. La linea di credito antipandemica sarà disponibile per un periodo iniziale di 12 mesi, che potrò essere prorogato per due volte, ogni volta rispettivamente per sei mesi.

La sua attivazione è imminente: la settimana prossima sarà approvata formalmente dal "governing board" del Mes, ha annunciato Regling. Un eventuale ritardo potrebbe dipendere solo dalle procedure nazionali di approvazione, che però non dovrebbero essere particolarmente problematiche visto che non prevedono nuovi esborsi da parte degli Stati membri (il Mes ha una capacità residua di oltre 400 milardi di euro). Comunque sembra molto probabile che sia rispettata la scadenza di inizio giugno prospettata dal Consiglio europeo.

L'Eurogruppo ha confermato che per attivare la linea di credito basterà ai paesi richiedenti compilare un "template", un modulo con la lista delle voci di spesa ammissibili, che è uno dei documenti tecnici preparati dalla Commissione e approvati oggi. Il "template", compilato dallo Stato richiedente con il proprio piano di spesa, sostituirà il famigerato "Memorandum d'intesa", con cui i paesi sottoposti ai precedenti "programmi" del Mes si impegnavano a pesantissime riforme strutturali e misure di austerità di bilancio.

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