L’ultimo numero del Borghese dedicato all’omicidio “di Stato” di Trieste

Ignoranza al potere?

Il 4 ottobre Alejandro Stephen Meran ha ucciso Pierluigi Rotta e Matteo Demenego, due giovani agenti di Polizia in servizio presso la Questura giuliana. Cos’è successo da un mese a questa parte? Che l’immigrato originario di Santo Domingo si è reso colpevole in carcere di due episodi di violenza e danneggiamento aggravato. Il 20 ottobre ha rotto il tavolo e il televisore della cella, il 25 ha aggredito gli agenti di custodia. Ed ora risulta che il killer di Trieste era ricercato dalla Germania

Giuseppe Brienza
Ignoranza al potere?

La copertina del n. 11 - novembre 2019 della rivista "il Borghese"

La rivista mensile “il Borghese”, fondata nel 1950 da Leo Longanesi ed oggi diretta da Claudio Tedeschi, esce nel numero di novembre con una copertina amaramente dedicata all’episodio dei due giovani agenti di Polizia Pierluigi Rotta e Matteo Demenego, uccisi il 4 ottobre dal dominicano Alejandro Stephen Meran all’interno della Questura di Trieste.

Apre il numero l’editoriale del direttore Tedeschi dal titolo Ignoranza al potere. Parla del governicchio Conte bis, con il presidente del Consiglio che ogni mattina “sente voci che riecheggiano per i corridoi di Palazzo Chigi che parlano di altri premier” e “incontra i partiti per delegazioni separate quasi fosse il Presidente che sta al Quirinale”. Il suo modo di affrontare gli evidenti problemi del governo con incontri e frasi fatte a telecamere riunite porta come minimo a fare due ordini di considerazioni: “o Conte, come Presidente del Consiglio, non è in grado di valutare i problemi e le incognite che gli stanno di fronte, oppure è talmente presuntuoso da credere che basta cambiare linguaggio per trasformare in qualcosa di serio e di autorevole il governicchio da lui presieduto”.

La verità è che il Governo non riesce a far nulla per fronteggiare quelle che sono le reali emergenze del Paese, dalla riforma dell’amministrazione finanziaria, a cominciare dall’assetto delle quattro Agenzie fiscali istituite nel 1999 (Entrate, Dogane, Territorio e Demanio), a quella della magistratura, già messa in soffitta, per finire con la “scuola allo sbando, gestita da incapaci che non essendo in grado di ri-costruire le generazioni destinate al futuro del Paese, usano il Crocifisso in aula come arma di distrazione intellettuale; alla Sanità, in codice rosso continuo, con uomini, donne, ma specialmente bambini che non ricevono quella assistenza, per la quale miliardi in tasse sono succhiati ogni giorno dalle buste paga; alla gestione previdenziale che vede abbassarsi sempre di più il valore delle pensioni”.

Segue l’articolo di Gennaro Malgieri che, provocatoriamente, definisce il taglio dei parlamentari il “Diversivo criminale” dei Cinque Stelle al governo. Ridurre infatti gli eletti, tra Camera e Senato, a seicento individui “scelti da chi regge il bastone del comando”, finirà per causare il definitivo allontanamento dei parlamentari dai cittadini, esiliandoli del tutto dai territori, “alla faccia della sovranità”. L’idea di Grillo, Casaleggio & co. è in pratica quella di costruirsi un sinedrio composto da pochi intimi, nominati oligarchicamente, per poter meglio agire sul processo legislativo già di fatto svuotato dalla sistematica decretazione d’urgenza. La riduzione dei deputati e dei senatori dilaterà a dismisura i collegi o le circoscrizioni (a seconda del sistema elettorale che verrà adottato: maggioritario o proporzionale) rendendo impossibile agli eletti di stabilire un proficuo rapporto con gli elettori data la vastità del territorio. Probabilmente, dice Malgieri, non basterà il 9 o il 10 per cento per avere un eletto, così che moltissimi voti verranno gettati nella spazzatura. Il tutto accampando grossi risparmi di spesa che sarebbero necessari a tamponare il bilancio dello Stato... Ma la realtà è che a cose fatte in cassa rimarrebbero poco più di cinquanta milioni di euro, e il debito pubblico sta per raggiungere la soglia dei 2.400 miliardi di euro!

Segnaliamo inoltre in questo numero della rivista i fondi del filosofo Hervé Cavallera, ordinario di Storia della pedagogia all’Università del Salento, intitolato “La confusione come modus vivendi” e di Marcello Veneziani dedicato al 30° anniversario dell’abbattimento del Muro di Berlino (“Cadde un mondo, non un muro”).

Una copia-omaggio cartacea o l’abbonamento annuale alla rivista “Il Borghese” possono essere richiesti inviando una mail alla Casa editrice Pagine di Roma: luciano.lucarini@pagine.net.

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