La ministra contro le società "furbette"

Il Governo Brexit: nel lavoro prima vengono i nostri cittadini

"Le aziende facciano liste dei lavoratori stranieri", l'esecutivo di Londra intende rendere difficile assumere immigrati per evitare la giungla nel mercato del lavoro. Ma per l'intellighezia è razzismo

Alessandro Morelli
Il Governo Brexit: nel lavoro prima vengono i nostri cittadini

Amber Rudd, segretario di Stato per gli affari interni del Regno Unito

"Liste di proscrizione", "aria insalubre", è questo il tono che la stampa nazionale decide di utilizzare per descrivere la scelta del ministro dell'Interno inglese, Amber Rudd, che al Congresso del partito conservatore in corso a Birmingham ha annunciato la volontà del Governo di avere liste di lavoratori stranieri dalle aziende britanniche spiegando che: "Ci sono troppi lavoratori stranieri in Gran Bretagna" aggiungendo subito dopo che sono troppi anche gli studenti stranieri.

La ragione del balzo in avanti sul fronte "prima i britannici" della ministra? "Svergognare" le aziende che, perlomeno nella visione del governo, privilegiano le assunzioni di stranieri per evidenti ragioni di costo del lavoro e risparmi ad esso legati.

I giornaloni del Belpaese non si accorgono che il Governo di Londra compie un'azione contro le aziende che fanno le "furbette" sul fronte del mercato del lavoro cercando di abbassare il più possibile le paghe ma puntano l'attenzione sul presunto "razzismo" della Rudd. Ennesimo caso di propaganda che brinda ai giovani italiani costretti ad andare a lavorare sotto lo Union Jack alla ricerca di stipendi più alti ma se ne fotte che vengano trattati da sguatteri di ultima categoria a confronto dei cittadini britannici.


Rudd, attaccata dall'intellighenzia europea, ci ha tenuto a sottolineare che il suo non è un comportamento "razzista" ma che intende semplicemente "stanare" quelle società che abusano delle regole esistenti e "spingerle a comportarsi meglio".
 
La ministra infatti è convinta che le aziende tentino di "sfuggire" alle loro responsabilità non formando un numero sufficiente di lavoratori britannici e con il Governo punta a creare un sistema di regole più rigide per trasformare l'assunzione di uno straniero in un percorso ad ostacoli. Le società, inoltre, sarebbero costrette a "pubblicizzare i posti disponibili nel Regno Unito prima di rivolgersi fuori dal Paese".

Il Governo britannico difende i lavoratori, subito dopo il referendum Brexit, mentre l'intellighenzia italica esulta per gli sbarchi quotidiani mantenuti a 35 euro al giorno e per le partenze dei giovani italiani in cerca di lavoro per Paesi dove verranno trattati come braccia e cervelli a basso costo: la sostituzione di popolo è servita.

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