il dibattito a otto e mezzo

Salvini-Boschi, la prima sfida sul referendum è infuocata

Cambiamento del Senato e poteri anche alle regioni ma anche invasione ed Etruria. Davanti al televisore oltre 2 milioni di spettatori nel primo faccia a faccia tra due giovani leader dei comitati

Alessandro Morelli
Salvini-Boschi, infuocata la prima sfida sul referendum

Una sfida accesa dal primo all'ultimo secondo con battute e sorrisi ma anche stilettate velenose da una parte all'altra che ha tenuto incollati al televisore oltre 2 milioni gli spettatori che hanno assistito ad un dibattito accesissimo sul referendum e su molti punti della politica nazionale.

Questo risultato del faccia a faccia tra la madre della riforma costituzionale, Maria Elena Boschi e Matteo Salvini, primo volto giovane per la compagine del NO che le Tv nazionali sono finalmente costrette a esporre in un dibattito di primo piano in vista del referendum del 4 dicembre.

A nuovo Senato, abolizione del Cnel e competenze delle Regioni non potevano non aggiungersi temi come lo scandalo Banca Etruria e l'invasione clandestina in atto sulle nostre coste, argomenti sui quali Salvini ha lanciato la discussione più volte. É così che mentre la ministra, dispensatrice di sguardi di intesa con l'arbitro Lilli Gruber, ha spiegato come lei sia riuscita ad approvare una riforma tanto importante in 2 anni con una maggioranza piuttosto eterogenea, Salvini ha pesantemente replicato che la prima cosa da valutare quando si parla di riforme è la credibilità di chi le ha scritte ricordando il conflitto di interesse della stessa ministra che con il governo è riuscita a risarcire un numero ridicolo di famiglie sui 60mila risparmiatori truffati dalla banca di cui il padre della stessa ministra era vicepresidente. 


Ma non solo Etruria è entrata dalla finestra del dibattito visto che alla domanda della conduttrice se il NO di Salvini abbia anche lo scopo di mandare a casa Renzi, il leader populista ha risposto: "Voterò NO al referendum perché questa è una riforma pasticciata e poi perché è l'occasione per mandare a casa Renzi e la signorina Boschi". Il ministro, che si è rivolta al numero uno del Carroccio dandogli del "giovanotto", ha obiettato che in caso di vittoria del NO tutto rimarrebbe come è ora. Il leader della Lega ha a sua volta sostenuto che "se vince il NO, seriamente si può mettere mano a una riforma con l'elezione diretta del capo del governo e con il federalismo. La Costituzione", ha concluso, "si cambia, ma in meglio e non in peggio".

"Ho l'opportunità di dire no a una riforma pasticciata e dare il benservito Renzi, quando mi ricapita un'occasione del genere per avere un Governo più serio?". Il riferimento va anche all'invasione clandestina in atto da anni a causa delle politiche del Partito Democratico, sono quasi 500mila infatti gli immigrati sbarcati sulle coste italiane e Salvini non dimentica di usare anche questa carta nel confronto con il ministro che invece punta ai temi forti della campagna a favore del sì come la presunta "abolizione" del Senato.

Alla fine i due contendenti hanno trovato un solo punto in comune: il tifo per il Milan, tanto che Salvini ha invitato la ministra alla prossima sfida tra i rossoneri e la Fiorentina a San Siro.

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