quattro agenti feriti, due gravissimi

Banlieu di Parigi: bande criminali caricano i poliziotti. Volevano spacciare indisturbate

Erano in una quarantina: hanno lanciato molotov negli abitacoli di due auto di pattuglia. L'agguato in risposta al posizionamento di una videocamera di controllo

Redazione
Banlieu di Parigi: bande criminali caricano i poliziotti. Volevano rubare e spacciare indisturbate

Le due auto della polizia incendiate dalla banda di spacciatori

In 40 contro due auto della polizia, armati di tutto, mazze, sassi e molotov. Bottiglie incendiarie lanciate nell'abitacolo, due agenti molto gravi, ustioni ovunque. L'agguato è scattato sabato alle tre del pomeriggio ed era stato scientificamente organizzato. Grazie al buonismo imperante, la banlieue di Parigi è sempre in mano alle bande. In questo caso, a Viry-Chatillon, non accettano una videocamera di controllo che intralcia i traffici di droga, di auto rubate.


La telecamera della Grande Borne, un quartiere davvero difficile nell'Essonne, a sud della capitale, è diventata un simbolo. Il simbolo dello stato che ha sempre meno voce nelle periferie e che quando prova ad imporsi è ridotto all'impotenza. Ancora in serata, nessuno degli aggressori è stato fermato, nonostante le parole del sindaco centrista, Jean-Marie Vilain: "Abbiamo a che fare con degli assassini".


Questa è almeno la terza volta che la videocamera viene ripristinata. A inizio novembre l'avevano distrutta lanciando contro il palo che la sorregge un'automobile trasformata in ariete. Alla fine dello stesso mese, dopo che era stata rimessa a posto, le bande si sono nuovamente alleate e hanno rubato un furgone dandolo poi alle fiamme davanti all'occhio diventato inutilizzabile della macchina che avrebbe dovuto smascherarli. Ultimo tentativo, stavolta con il ministero dell'Interno e il sindaco alleati: due auto della polizia in zona, a pattugliare i malintenzionati e "proteggere" l'invisa telecamera.


Ma alla Grande Borne, cedere il controllo del crocevia denominato Fournil significa perdere potere e soprattutto non poter più gestire tutta la piccola criminalità nel luogo tradizionale. Nel pomeriggio del sabato, l'agguato, di inaudita violenza. Erano in una quarantina in zona, dicono i testimoni, 15 sono passati all'azione: hanno lanciato le molotov che si sono incendiate negli abitacoli delle due auto di pattuglia, impedendo agli agenti di uscire con un fitto lancio di sassi contro le portiere.


Il lancio di bottiglie incendiarie è continuato anche contro poliziotti arrivati di rinforzo ma per due di quelli presi di mira nelle auto la situazione è apparsa subito grave. Ustioni ovunque, in particolare braccia e gambe. Uno dei funzionari era talmente grave che si è deciso di trasportarlo in ospedale a Parigi soltanto all'arrivo di un mezzo attrezzato per i grandi ustionati.


"Profonda indignazione" è stata espressa dal ministro dell'Interno, Bernard Cazeneuve, mentre il rappresentante del sindacato di polizia Claude Carillo ha parlato di agenti coinvolti in una "guerriglia civile con individui estremamente ben organizzati".

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