Spiluccando dal Borghese di ottobre

Scuola targata Azzolina? L’incapacità al potere…

L’editoriale dell’ultimo numero della rivista diretta da Claudio Tedeschi è dedicato alla confusione nella scuola e allo stallo della vita universitaria italiana. Il Paese del futuro, se continua questo Governo, chissà come andrà a finire...

Giuseppe Brienza
Scuola targata Azzolina? L’ignoranza al potere…

Il logo della storica rivista della Destra Italiana "Il Borghese"

Il numero di ottobre della rivista mensile Il Borghese (anno XX, n. 10, pp. 80, € 7) si apre con l’editoriale del direttore Claudio Tedeschi, dal titolo “Violenza, sì o no?”, che descrive la dittatura sanitaria in corso in Italia, voluta da poteri sovrannazionali, che i grandi media giustificano ogni giorno con continue notizie di "untori, tamponi e mascherine indispensabili, domiciliari e quarantene forzate per legge alle famiglie ed alle scuole, vaccini obbligatori e l’abolizione del contante". Il potere che gestisce per conto della finanza internazionale il destino del nostro popolo, dice Tedeschi, ripete che tutto questo è fatto "per il nostro bene", laddove dietro la c.d. pandemia "esiste una alleanza tra le multinazionali farmaceutiche e l'OMS, braccio armato della Cina nella diffusione incontrollata del virus". Oltretutto, prevede il direttore del Borghese, "da vari segnali, complice il cambio stagionale, enti sovrannazionali come l’ONU, per mezzo dell’OMS, stanno per obbligarci ad un nuovo blocco, ancor più oppressivo, specialmente delle attività produttive, con un conseguente crollo del sistema economico mondiale, che porterebbe non soltanto alla fine degli individui, ma alla scomparsa di Nazioni e popoli".

Segue fra gli articoli di questo numero quello di Gennaro Malgieri che, provocatoriamente, intitola “L’inverno della politica” una descrizione dell’incapacità del Governo Conte "di arginare o quantomeno governare la nuova ondata epidemica, con una decadenza che si manifesta nella totale incertezza da parte delle forze politiche nell’assumere decisioni comprensibili ai cittadini e, nei limiti delle possibilità, favorevoli all’avvicinamento degli stessi alle istituzioni". Oppure con la commedia cui è stata data vita con il referendum confermativo della riforma costituzionale sul taglio dei parlamentari, frutto "di un’antipolitica che avvantaggia soltanto una formazione, i Cinque Stelle, [con] l’unico scopo di perpetuare sé stessa eleggendo, scegliendo e manipolando il processo di formazione delle liste ed il disegno dei collegi". Nell'articolo Malgieri parla poi dell’impreparazione nella quale si è trovato il nostro Paese a fronte dell’emergenza Covid, "ma tutto potevamo figurarci tranne che governo e regioni, ministri e scienziati, attivassero conflitti pressoché insanabili perfino sull’apertura delle discoteche e delle scuole". Quella che si pone, afferma giustamente Malgieri, è la questione della rappresentanza dei partiti, da quelli “personali” (come ad esempio Forza Italia) a quelli “assembleari” (come ad esempio il movimento Cinque Stelle), "che hanno distrutto le fondamenta stesse di una dialettica funzionale alla creazione di consensi per come eravamo abituati a vedere anche nei tempi più difficili della cosiddetta prima Repubblica". La sola ancora di salvezza, con un Parlamento rappresentativo ed una nuova legislatura naturalmente, non potrà che essere "una volontà costituente, altrimenti com’è inevitabile il precipizio finirà per diventare sempre più profondo".

C’è poi l’articolo del filosofo Hervé Cavallera, ordinario di Storia della pedagogia all’Università del Salento, intitolato “La cultura che non c’è”. Si riferisce al fatto, difficilmente contestabile, per cui dall’inizio dell’emergenza sanitaria fino ad oggi "sono cresciuti, i gruppi di esperti con funzione di consiglieri del nulla". Con tre (fra le altre) deleterie conseguenze: 1) l’aumento esponenziale del "chiacchiericcio contraddittorio del dicastero della Pubblica Istruzione", inversamente proporzionale alle realizzazioni concrete che famiglie, studenti e insegnanti ben conoscono da parte del ministro Azzolina; 2) situazione di stallo della vita universitaria, con atenei afflitti da "decremento del personale docente e chiusura della didattica in presenza"; 3) distorsione in generale del ruolo della conoscenza scientifica che, osserva Cavallera, "è una certezza a posteriori, che scaturisce, cioè, a risultati ottenuti mentre è, ovviamente, meramente previsionale e quindi opinabile in fase sperimentale. Ciò va detto a demerito […] di una informazione che ha preso il gusto di far scontrare, l’uno contro l’altro, i cattedratici per far crescere l’audience". Davanti a questa situazione assistiamo fondamentalmente ad un atteggiamento di attesa, di proposta velleitaria o di silenzio da parte della maggior parte degli operatori. Si pone quindi la questione di smettere di ragionare solo ed esclusivamente di coronavirus e prendere, conclude il prof. Cavallera, "effettivamente posizione nei confronti di un governo sempre più inadeguato a rispondere alle esigenze concrete che vengono da ogni parte. […] manca una reale dialettica interna al Paese".

Anche Marcello Veneziani dedica la sua rubrica mensile Electro shock. Per guarire dalla follia del politicamente corretto alla dittatura sanitaria, un "totalitarismo della vigilanza che ha minato la democrazia e la libertà, esportato in Occidente il modello comunista cinese dopo aver esportato anche il virus; promosso il globalismo ospedaliero tramite le agenzie global come l’Organizzazione Mondiale della Sanità, Big Pharma e le multinazionali dei farmaci e annesso business dei vaccini". Del resto, Governi come il nostro che reggono sulla paura del contagio hanno bisogno di questo «capitalismo della sorveglianza e della terapia obbligata» i cui simboli concreti sono "la mascherina, il distanziamento sociale, l’ossessione dell’igiene, l’amuchina e la disinfezione continua, il terrorismo della salute». Si è creato in definitiva un vero e proprio sistema ideologico-sanitario che, conclude Veneziani, «somiglia a una cintura di castità globale, o se preferite un cordone sanitario-ideologico con risvolti polizieschi e ospedalieri e un giro di interessi giganteschi, contro cui insorge una specie di fascismo libertario".

Per ulteriori informazioni sulla rivista ci si può collegare al sito della casa editrice www.pagine.net oppure chiedere direttamente una copia-saggio o l’abbonamento annuale alla mail: info@pagine.net.

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