Magazine jihadista

Scelta inquietante: la nuova rivista di propaganda dell'Isis si chiama "Roma"

Lo Stato Islamico ha lanciato una pubblicazione titolata "Rumiyah", con l'obiettivo di reclutare nuovi terroristi e incitare i lupi solitari all'azione

Redazione
Scelta inquietante: la nuova rivista di propaganda dell'Isis si chiama "Roma"

Copertina e alcune pagine della pubblicazione. Da mirror.co.uk

È davvero inquietante la scelta fatta dagli integralisti islamici per dare un nome alla nuova rivista di propaganda dell'Isis: la testata è infatti stata battezzata Rumiyah, che in arabo significa "Roma". Nelle intenzioni dei redattori, la pubblicazione dovrebbe consentire di reclutare nuovi terroristi in Occidente, i cosiddetti lupi solitari. All'interno vengono ospitati articoli sulla morte del jihadista australiano libanese Abu Mansur, militante che ha vissuto a lungo in Australia e si è poi trasferito in Medio Oriente, dove ha perso la vita in una operazione militare contro il nemico. La rivista ricostruisce i suoi spostamenti, i primi legami con al Nusra e infine il passaggio tra le fila dello Stato islamico, ma non viene naturalmente tralasciata l'esortazione rivolta ai simpatizzanti australiani ad attaccare nelle strade di Brunswick, Broadmedow, Bankstown e Bondi: "Pugnalateli, sparategli, avvelenateli e travolgeteli con il vostro veicolo".

In un altro articolo i jihadisti giustificano l'uccisione dei non musulmani, avvalendosi dei pareri di esperti e religiosi; il testo è accompagnato dall'immagine di un fioraio britannico, anche lui indicato come un possibile obiettivo. Un bersaglio che si aggiunge ad una lista lunga e diversificata: il soldato e il non combattente, l'uomo d'affari e l'impiegato, l'anziano e il contadino, il vescovo e il prete. Ogni infedele va colpito e annientato, mentre donne e bambini devono essere destinati a diventare schiavi. La nuova pubblicazione si va ad affiancare alla rivista di propaganda utilizzata fino a questo momento, Dabiq, che prende il titolo da una località della Siria settentrionale.

Il fiorista inglese riconosciutosi nell'immagine usata dalla pubblicazione si è dichiarato "sotto shock". L'uomo, di 64 anni, si è ritrovato ad essere scelto casualmente quale "testimonial" dei jihadisti, additato a simbolico bersaglio da colpire indiscriminatamente per scatenare - si legge su Rumiyah - "il terrore nel cuore degli infedeli". Il messaggio dell'Isis, che a quanto pare ha pescato l'immagine del povero fiorista sul web, è che "anche il sangue di un allegro cittadino Crociato che vende fiori ai passanti" può servire alla causa, assieme a quello di altri obiettivi "esemplari" occidentali da poter colpire: uomini diretti al lavoro, ragazzi che praticano sport, pensionati ritratti mentre fanno la spesa. Il fiorista è stato allertato e ascoltato nel frattempo dall'anti-terrorismo britannica ma dice di non avere paura. "Sono solo preoccupato che la mia foto compaia su quella rivista", ha spiegato al Times, con un britannico richiamo alla sacralità violata della privacy.

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