la denuncia del New York Times

Obama in Asia si "dimentica" dei diritti umani

Il quotidiano di New York sostiene che parlare di questi argomenti in Vietnam, Filippine, Laos e Malesia (stati che non rispettano i diritti umani e delle minoranze) potrebbe creare un effetto molto dannoso per Washington

Alfredo Lissoni
Obama in Asia si "dimentica" dei diritti umani

Se l'è fatta sotto, Obama in Cina, e non ha osato sfidare Pechino sullo spigolosoterreno dei "diritti umani". Altri tempi, quelli in cui l'America dettava legge contro i prepotenti. Ma dopo che Barack ha venduto il debito interno alla Cina, rendendo schiavi gli Stati Uniti, non c'è da meravigliarsi di nulla. E così, non solo il presidente USA non ha saputo farsi valere sulla questione dei diritti sulle rotte nautiche commerciali del Mar cinese meridionale - espropriato abusivamente da Pechino ai danni di tutti gli altri Paesi del sud-est asiatico, ma addirittura, ufficialmente "concentrato sul tema dei rapporti commerciali nel suo viaggio in Asia", si sarebbe lasciato sfuggire una delle questioni più importanti della regione: la costante violazione dei diritti umani.


Lo denunciano sul New York Times diversi attivisti che credono che dietro a questo silenzio "ci sia una scelta consapevole, visto che per gli Stati Uniti la questione più urgente è quella economica, in particolare la continua espansione di Pechino nel mondo".

Nella conferenza stampa finale insieme al presidente cinese, Xi Jinping, Obama ha accennato solo una volta al problema della "libertà religiosa", senza tuttavia parlare di Tibet, di cristiani e di persecuzioni.


E secondo diversi analisti citati dal New York Times, la decisione di non parlare di diritti umani è continuata anche nel corso della visita in Laos. Ci sarebbe una strategia? Certo. Il quotidiano di New York sostiene che parlare di questi argomenti in Vietnam, Filippine, Laos e Malesia (stati che non rispettano i diritti umani e delle minoranze) potrebbe creare un effetto molto dannoso per Washington. Allontanare questi stati dalla sua sfera di influenza, significherebbe farli avvicinare alla Cina, il grande avversario nel continente e nel Pacifico. E denunciare le atrocità di Pechino significherebbe pestare i calli al colosso cinese. Una situazione che Obama sarebbe poi assolutamente incapace di gestire.

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