La F1 cambia padrone

Il colosso Liberty Media acquista il gruppo Formula Uno

Con un'operazione da circa 7 miliardi di dollari Bernie Ecclestone cede la sua creatura al magnate americano John Malone ma rimarrà Amministratore Delegato per i prossimi tre anni

Fabrizio Berini
Il colosso Liberty Media acquista il gruppo Formula Uno

Foto ANSA

Svolta clamorosa, ma in parte già nell'aria da alcuni giorni, nel circus della Formula Uno con l'accordo per l'acquisto del gruppo da parte del colosso americano della comunicazione Liberty Media di proprietà del magnate John Malone, grande rivale di Rupert Murdoch.

Lo stesso Murdoch aveva tentato di recente la stessa operazione trovando sempre la strada sbarrata da un secco "no" di colui che fino ad oggi ha comandato con forza e autorevolezza il grande circus della Formula1, ovvero il padre-padrone Bernie Ecclestone. Ma questa volta l'ottantacinquenne patron inglese ha ceduto il passo ma resterà comunque ancora in sella per alcuni anni, sembra saranno 3, come Amministratore Delegato. La presidenza andrà all'ex numero due della 21st Century Fox Chase Carey.

L'operazione prevede in particolare un acquisto iniziale da parte di Liberty Media di una quota del 18,7% del gruppo Formula Uno, per un valore di 4,4 miliardi di dollari. La piena acquisizione avverrà quando l'accordo sara' definitivamente chiuso, per un valore complessivo che - secondo i media - potrebbe aggirarsi su un valore tra i 6 e gli 8 miliardi di dollari. Il tutto - si prevede - entro il primo trimestre del 2017.

Ancora nel dettaglio Libertry Media - riporta la Cnbc - dovrebbe pagare 1,1 miliardi di dollari in contanti, 131 milioni di dollari in azioni del gruppo di comunicazione e 351 milioni sotto forma di debito emanato dalla stessa Formula Uno. A spiegare il cambio di proprietà lo stesso Ecclestone che da 40 anni guida il circus e che non pare intenzionato ancora a farsi da parte: "Resterò ancora per almeno altri due, tre anni - spiega in una intervista alla Associated Press - prima di cominciare a tirare i remi in barca".

Eppure la svolta arriva dopo anni di critiche sulla gestione proprio di Ecclestone, ritenuto da molti responsabile di un continuo calo di ascolti e di una mancata modernizzazione del circus attraverso l'uso dei social media. Ma anche accusato di aver fatto sbarcare la Formula Uno in Paesi sulla "lista nera" del mancato rispetto dei diritti umani e di distribuire i fondi in maniera ingiusta e faziosa tra i vari team. Gli estimatori sottolineano invece come sotto la guida dell'ex venditore di automobili la Formula Uno da una piccola realtà negli anni '70 si è trasformata in un business globale da quasi 2 miliardi di dollari l'anno, con un seguito di 400 milioni di appassionati.

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