Promesse surreali per comprare il voto degli italiani

Referendum, Renzi in difficoltà rispolvera l'"annuncite"

Calderoli: "Il premier tenta l'ennesimo gioco di prestigio, provando ad illudere ancora una volta gli italiani. Pensa che gli elettori siano così stupidi da non accorgersi che si tratta del gioco delle tre carte, cioè di una vera e propria truffa". Il penoso balletto sulle date

Marco Dozio
Referendum, Renzi in difficoltà rispolvera "l'annuncite"

Foto ANSA

Promesse mirabolanti, costosissime dunque irrealizzabili. Soprattutto nelle attuali condizioni economiche del Paese. Matteo Renzi gioca l’ultima carta: costruirsi una campagna elettorale con i soldi degli italiani. Assicurando aumenti delle pensioni, riduzioni delle tasse, bonus per tutti. Roba che varrebbe decine di miliardi di euro se fosse effettivamente attuata. Ma al premier interessa vendere la fetida merce referendaria, ora che i sondaggi segnalano più di una difficoltà. Quindi ecco rispolverata la tipica "annuncite" renziana.

Per l’esponente della Lega Roberto Calderoli siamo ai giochi di prestigio: “L’altro giorno Matteo Renzi, ospite di Bruno Vespa a "Porta a Porta", non ha perso occasione per tentare l'ennesimo gioco di prestigio, provando ad illudere ancora una volta gli italiani nel disperato tentativo di contenere la portata della sicura sconfitta al referendum, cercando così di conservare anche la poltrona”. “Tra aumento delle pensioni, riduzione di tasse presenti e future, quattordicesime, adeguamenti salariali, benefici fiscali, bonus per tutti e altre mirabolanti promesse – spiega il vicepresidente del Senato – siamo agli specchietti per le allodole. Pensa che gli elettori siano così stupidi da non accorgersi che si tratta del gioco delle tre carte, cioè di una vera e propria truffa? Invece di perdere il suo tempo cercando di comprare consensi coi nostri soldi, lo utilizzi per comunicarci finalmente quando intende consentirci di sommergerlo democraticamente coi nostri No”.

La data della consultazione, incredibilmente, è ancora avvolta nel mistero. In tv il premier ha balbettato che il referendum di ottobre poi slittato a novembre, scivolerebbe addirittura a dicembre, sotto le Feste. Si parla del 5 dicembre. Sarà una previsione ottimistica? Paolo Romani di Forza Italia chiede di anticipare: “Ingessare il Paese in un dibattito fino al 5 dicembre mi sembra irresponsabile. Renzi sia saggio e anticipi il referendum”. Renato Brunetta mette il carico da novanta: “È indecente che Matteo Renzi non abbia ancora detto la data del referendum. Sta prendendo in giro gli italiani. Giocare con il referendum è giocare con la democrazia”, ha spiegato il presidente dei deputati forzisti auspicando che la Rai la smetta di fare da grancassa alla propaganda per il Sì.

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