Non bastano scabbia, tubercolosi e malaria

Dai barconi sbarca pure la meningite?

Polizia sul piede di guerra: "Non avvisati del pericolo". In ospedale anche il sindaco del paese perché ha visitato gli stranieri per portare solidarietà. A Cremona straniero ricoverato per sospetta infezione

Alessandro Morelli
Dai barconi sbarca pure la meningite?

Foto, ANSA

Non bastano centinaia di migliaia di invasori, a immigrare sono pure le malattie e oltre a scabbia, tubercolosi e malaria il timore è che dai barconi sia scesa anche la meningite. Un immigrato sbarcato il 30 luglio a Catania si trova infatti ricoverato nel reparto malattie infettive dell'ospedale di Cremona, affetto da una sospetta meningite meningococcica. A denunciare il fatto sono i sindacati di polizia, gli unici che riescono a sfondare il muro di silenzio che il governo ordina di calare sui temi scottanti dell'invasione. 

Gli agenti lamentano il buco informativo sulla situazione sanitaria del possibile malato che potrebbe pregiudicare le profilassi di prevenzione del contagio che, lo ricordiamo, in caso di meningite deve coinvolgere tutte le persone che sono entrate in contatto con i malati. Questo significa che se non si individua immediatamente la malattia inserendo l'infettato in un protocollo di cura e quarantena, centinaia di persone rischiano di contrarre una malattia potenzialmente mortale, figuriamoci poi nel caso di gruppi di stranieri che vengono spostati, divisi e sparsi per il territorio nazionale venendo a contatto in ogni occasione con decine di persone tra agenti di sicurezza, medici, infermieri, operatori delle associazioni e altri immigrati.

Nel caso denunciato dai sindacati di polizia per esempio gli stranieri sbarcati il 30 luglio a Catania sono stati immediatamente spostati al centro sportivo Guerra di Martignana Po, nel Cremonese, dove hanno accusato dolori alla testa e sono stati ricoverati. Pure il sindaco di Martignana Po che era andato ad accoglierli al loro arrivo e alla mattina, per portare qualcosa, sarebbe stato sottoposto a profilassi.


Il segretario provinciale del Sap, Giuseppe Coco, riportato da il Giornale lamenta i ritardi nella comunicazione agli agenti coinvolti nelle operazioni di sbarco: "Il malato è sbarcato il 30 luglio, la malattia diagnosticata il 2 agosto, gli agenti avvisati solo nel pomeriggio del 4 agosto", attacca Coco, "ma nel frattempo che rischi si sono corsi?". Chiede il Sap: "La profilassi deve estendersi anche ai conviventi degli agenti coinvolti? E ai colleghi a stretto contatto con gli agenti impegnati nello sbarco? Gli antibiotici sono già disponibili?".

Il 6 agosto è successo un caso analogo. È arrivata nel porto di Reggio Calabria la nave Corsi della Guardia Costiera con 336 profughi a bordo, appartenenti a varie etnie, tutte africane: 291 uomini, 34 donne e 11 minori di cui 5 non accompagnati. Ebbene, tra questi migranti è stato riscontrato dai medici un caso di sospetta tubercolosi, due casi di varicella e una donna al settimo mese e mezzo di gravidanza. I migranti sono stati trasferiti in strutture in Abruzzo, Campania, Emilia Romagna, Lazio, Liguria, Lombardia, Marche, Piemonte e Veneto perché tanto paga sempre pantalone.

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