dati terrificanti e scientificamente occultati

Ufficiale: 100mila clandestini nel 2016. Il Governo nasconde l'invasione

Altro che pagarci la pensione, i costi sociali degli stranieri tra lavoro nero, sanità e gestione della sicurezza sono spaventosi

Alessandro Morelli
Clandestini sfondano il confine europeo a Ceuta

Foto ANSA

Oltre 100mila fantasmi di cui non sappiamo nulla, che non potranno essere assorbiti dal mondo del lavoro e che non avranno alcuna possibilità di integrazione ma che hanno una granitica certezza: non saranno espulsi. I dati ufficiali del ministero dell'Interno sono sconcertanti e dimostrano come questo Governo abbia perfettamente contezza della realtà ma non stia facendo nulla per interrompere una escalation gravissima sotto il profilo economico e sociale. 

Basta osservare i numeri esposti dal Viminale per scoprire quello che i media omettono quando affrontano il grande tema dell'immigrazione. Nel 2016 sono stati 57.836 gli immigrati traghettati dall'Africa verso i porti italiani spariti nel nulla ed entrati nelle maglie della clandestinità mentre hanno raggiunto quota 54.254 gli immigrati sbarcati negli scorsi anni ai quali è stato diniegata ogni tipo di protezione, numeri spaventosi che sommati raggiungono la cifra monstre di 112.090.


Peccato che agli asettici dati delle tabelle corrispondano delle persone in carne e ossa che senza alcun diritto incrementano le fila della clandestinità in Italia. Persone che non potrebbero stare sul suolo nazionale ma che hanno accesso alla nostra sanità, e rappresentano un pesantissimo costo nel comparto sicurezza, con polizia, magistrati e sistema carceri impegnati nella loro gestione. Altro che "immigrazione necessaria per pagarci le pensioni", tesi sostenuta da enti governativi e politici pro-invasione. Probabilmente i contributi degli immigrati regolari non bastano neppure a coprire le spese dovute alla gestione dell'immigrazione clandestina. 

A questo poi vanno aggiunti gravissimi costi sociali non quantificabili. Gli irregolari infatti alimentano il mercato del lavoro nero, sono più vulnerabili a patologie pericolose e sono costretti a vivere di espedienti che colpiscono le fasce più deboli della nostra società, amplificando ulteriormente le problematiche connesse all'invasione. Insomma, mentre Salvini e la Lega propongono una prima soluzione alla tematica sbarchi attraverso una seria politica di respingimenti, il Governo Pd non si pone neppure il problema di rispedire indietro quelli che ha fatto arrivare in questi anni.

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