propaganda pro isis

Salvini: "Uso di gas in Siria? Voglio le prove"

"Se fossero state usate davvero delle armi chimiche non sarebbero morti in 50, ma in 50.000 e non è possibile che i soccorsi vengano fatti indossando una mascherina di plastica"

Alfredo Lissoni
Salvini: "Uso di gas in Siria? Voglio le prove"

Che sui bombardamenti in Siria non ce la raccontino giusta, è un dato di fatto. Il sedicente Osservatorio siriano dei diritti umani, continuamente citato da Agenzie e giornali, è stato ripetutamente sconfessato dai grandi media, perché calca pesantemente la mani su fatti reali inventando storie assurde (perlopiù di bambini morti) pur di suscitare l'indignazione popolare e politica internazionale verso Assad. Riuscendoci, peraltro.


Che poi quando in guerra si bombarda il nemico, si finisca anche per colpire i civili è una realtà che non dovrebbe stupire nessuno: è accaduto molte volte durante le due Guerre del Golfo contro Saddam. Ma all'epoca c'era in ballo il controllo del petrolio kuwaitiano e nessun occidentale ebbe da ridire. Adesso, invece, non passa giorno che non ricominci la litania dell'Osservatorio siriano che "piange" perché le bombe americane o russe (contro le postazioni Isis, questo ci si dimentica sempre di dirlo) colpiscono anche civili, quasi che si pretendesse che gli assassini del Califfato vivessero in una facilmente identificabile torre d'avorio, anziché confondersi in mezzo alla gente.


Sfortunatamente, la guerra "comoda", "pulita", non esiste. Esiste invece il "fuoco amico", per cui paga anche il giusto per il peccatore. Della qual cosa, giusta o sbagliata che sia (ma la guerra è sempre sbagliata), si dolgono i radical chic, ignorando volutamente i ripetuti appelli "interventisti" della comunità cristiana siriana all'Occidente (persino il vescovo di Aleppo è venuto in Regione Lombardia a chiedere di liberare la sua gente dal Califfato, Il Populista fra i primi ne ha dato notizia).


E sulle balle raccontate dall'Osservatorio siriano è ritornato Matteo Salvini. "Voglio una prova". Lo ha detto a Torino il leader leghista, a proposito delle vittime che sarebbero state uccise con armi chimiche in Siria. "Gli esperti", ha osservato l'europarlamentare, "dicono che se fossero state usate davvero delle armi chimiche non sarebbero morti in 50, ma in 50.000 e non è possibile che i soccorsi vengano fatti indossando una mascherina di plastica". "Qualcuno", ha concluso, "non la racconta giusta".

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