Politica e malavita organizzata

Camorra in Irpinia, arrestato ex sindaco

Coinvolto l'ex primo cittadino Giuseppe Corcione, in carica fino allo scorso giugno, oltre a una serie di politici, amministratori e tecnici comunali. La procura: "Il Vallo di Lauro e il Nolano rappresentano un territorio fortemente monitorato dalla magistratura"

Redazione
Camorra nell'Avellinese, arrestato ex sindaco

L’elenco è corposo e include intimidazioni, minacce, condizionamenti, assunzioni pilotate e abusi edilizi condonati. Situazioni emerse nel corso delle indagini coordinate dalla Dda di Napoli ed eseguite dagli agenti della Squadra mobile della Questura di Avellino che hanno portato all'arresto di 11 persone, tra i cui ex amministratori come l'ex sindaco Giuseppe Corcione, politici e tecnici di Pago del Vallo di Lauro (Avellino). Un lavoro lungo tre anni, fatto anche di intercettazioni telefoniche o ambientali nelle stanze del sindaco e dell’ufficio tecnico. "In una conversazione il sindaco Giuseppe Corcione – ha spiegato il questore di Avellino Luigi Botte - ha dichiarato: 'Sono sotto assedio di quattro giudici e di pochi poliziotti di m.' spiegando di essere preoccupato di non poter venire incontro alle esigenze del clan Cava". Un accordo tra politici, malavita e affari, che il questore definisce "sistemico" sia nella fase elettorale che in quella successiva dimostrando, da parte degli indagati, un vero e proprio "disprezzo per le istituzioni".

"Per alcuni dei personaggi politici dell'area nolana e del Vallo di Lauro - ha spiegato il procuratore aggiunto Giuseppe Borrelli - è quasi motivo di vanto essere vicini alle organizzazioni criminali, anche per avere maggiore consenso alle urne. Gli arresti e la repressione sono fondamentali, ma c'è l'incapacità da parte dello Stato di eliminare alcune condizioni che rendono la vita delle persone oneste ingestibile. Reprimere è importante, ma è fondamentale prevenire". "Il Vallo di Lauro e il Nolano rappresentano un territorio fortemente monitorato dalla magistratura - ha aggiunto il procuratore - ne sono dimostrazione i recenti sequestri di armi e le indagini avviate dopo i cosiddetti 'inchini' nel corso di feste e processioni. In passato, in quelle zone, si sono sviluppati importanti e feroci fenomeni criminali e riteniamo che la zona sia in fibrillazione".

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