Ufficio di collocamento Alfano

Ncd, una poltrona da 30mila euro per la Castaldini poco prima del referendum

Il job act funziona per gli amici di Angelino, che ha assunto al Viminale il proprio testimone di nozze. Per la portavoce, posto da consigliere ministeriale

Marco Dozio
Ncd, una poltrona per la Castaldini poco prima del referendum

Occupare poltrone fino allo spasimo, con l’obiettivo di piazzare amici, parenti e amici degli amici. Prima che sia troppo tardi. Forse annusando l’aria della disfatta e (si spera) della propria fine politica, l’Ncd di Angelino Alfano ha provveduto a regalare strapuntini e incarichi governativi alla vigilia del referendum. Secondo quanto riporta Il Giornale ne hanno beneficiato alcuni fedelissimi, tra cui la portavoce del partito Valentina Castaldini, assurta a consigliere del ministro (sconosciuto ai più) Enrico Costa, titolare degli affari regionali con delega alla famiglia.

Una prebenda da 30mila euro per “un lavoro di raccordo tra tutte le politiche per la famiglia adottate dai vari comuni”, come riferisce la stessa Castaldini al quotidiano milanese. Un ruolo evidentemente cruciale e chiarissimo. Insomma l’ennesima supercazzola messa in piedi per giustificare una poltrona altrimenti difficilmente giustificabile, se non con la necessità di mantenere i professionisti della politica che rischiano di restare senza cadrega e dunque senza stipendio.

Castaldini somma l’introito di 30mila euro al compenso che percepisce come portavoce di Ncd, dopo alcuni anni trascorsi al consiglio comunale di Bologna nelle fila di Forza Italia e del Pdl. Missione compiuta per gli alfaniani. Hanno salvato il soldato Castaldini in extremis, prima che il voto degli italiani spazzasse via il governo di Renzi e del ministro dell’invasione. La 39enne neoconsigliera ministeriale a spese nostre è nota ai più per le sue folgoranti apparizioni televisive in cui magnifica le capacità del suo mentore, con il sicuro effetto di moltiplicare i consensi per gli avversari.

Il poltronificio Ncd non si è limitato a sistemare la mitologica portavoce. In fondo c’è posto per tutti. Anche per Ivan Paci, fedelissimo alfaniano nominato consulente del Viminale per 41mila euro, dopo aver fallito la corsa a sindaco di Canicattì (Agrigento). C’è posto per tutti. Anche per Mauro Patti, ingegnere agrigentino e per inciso testimone di nozze del ministro, retribuito da un paio di mesi con 65mila euro per una consulenza al Viminale. Queste le assunzioni recenti. Ma il job act versione alfaniana ha funzionato anche per Flavia Montana, assunta tempo fa dal gruppo Ncd alla Camera come responsabile della comunicazione web: è moglie di Alessandro Alfano, fratello del ministro con fulminante carriera da dirigente delle poste le cui gesta, sommate a quelle del padre, potrebbero aver contribuito allo straordinario risultato referendario.

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