in difesa della nostra fauna

Brambilla, carcere per chi maltratta e uccide animali

L'onorevole forzista annuncia il rilancio di "un pacchetto di proposte animaliste, formalizzate in decine di progetti di legge, che sotto la cappa opprimente del renzismo non è stato possibile neanche iniziare a discutere"

Redazione
Brambilla, carcere per chi maltratta e uccide animali

"Deve andare effettivamente in carcere chi maltratta gli animali e li uccide con crudeltà e senza necessità". Lo afferma l'on. Michela Vittoria Brambilla, presidente della Lega Italiana per la Difesa degli Animali e dell'Ambiente, ricordando che domani ricorre "la Giornata internazionale per i diritti degli animali, promossa quasi vent'anni fa dall'associazione inglese Uncaged campaigns". "Va bene segnalare e denunciare", rileva Brambilla, "ma d'ora in poi pretenderemo dalla politica risposte concrete. Possiamo farlo perché è finalmente caduto il governo che, tra tutti quelli della Repubblica, ha mostrato più indifferenza e disprezzo per i diritti degli animali".


Brambilla annuncia il rilancio di "un pacchetto di proposte animaliste, formalizzate in decine di progetti di legge a mia firma, che sotto la cappa opprimente del renzismo non è stato possibile neanche iniziare a discutere. A cominciare dall'inasprimento delle pene per maltrattamento ed animalicidio" e cita "grandi vergogne come pellicce, circhi con animali, vivisezione e soprattutto caccia".


Brambilla punta il dito contro il governo Renzi ricordando "l'abolizione del Corpo forestale dello Stato, l'eliminazione della Polizia provinciale (specializzata nella vigilanza venatoria), l'improcedibilità per 'tenuità del fatto' (che di fatto regala l'impunità a chi maltratta o uccide un animale), il via libera alle leggi regionali che prevedono stragi di ungulati (dai cinghiali ai caprioli), la legge sull'eradicazione della nutria, il parziale mantenimento della barbarie dei richiami vivi (si possono ancora allevare uccelli a questo scopo), la deroga al divieto di caccia sulla neve, la possibilità di caricare con più cartucce (fino a 5) le armi semiautomatiche per la caccia al cinghiale" e "un decreto su misura per il Trentino Alto Adige, dove si potrà sparare anche a specie non cacciabili altrove, come stambecchi o marmotte. Alla lista, infine, aggiungiamo il piano per la caccia 'selettiva' del lupo, il concetto di 'orso dannoso' e una 'controriforma' dei parchi naturali, in via di approvazione, che consente ai cacciatori di metterci piede".

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