Ciak, si ri-gira!

L’Italia raccontata dai cinepanettoni

Dal 14 Dicembre nelle sale arrivano i film delle feste: “Super Vacanze di Natale” incornicia perfettamente un Paese nostalgico

Andrea Lorusso
L’Italia raccontata dai cinepanettoni

Foto cineblog.it

Un film che non ha nulla di nuovo da raccontare, una regia di cui si potrebbe fare tranquillamente a meno, quella di Paolo Ruffini, per il semplice fatto che la FilmAuro di quel furbacchione di De Laurentiis, ha semplicemente rieditato 25 anni di gag dei precedenti film di Natale e fatto un collage cafonal degli sketch più riusciti.

Costo nullo, sforzo minimo, effetto nostalgia assicurato, ecco: "Super Vacanze di Natale". Perché in fondo per quanto possa essere dissacrante la critica, hanno agito su un evergreen, sulla leva dei ricordi di quel Paese caciarone e scanzonato che il duo Boldi-De Sica ha rappresentato magistralmente.

I ruggenti anni ’80 e gli sdoganati ’90, hanno cullato una generazione di reietti alle regole, impenitenti a letto, moralmente confusi su un velo di ipocrisia medio-borghese che sopravviveva a trippa ed amanti. Chi non li ha vissuti? Forse solo chi è nato dopo, chi è arrivato con la mannaia dello spread addosso o dei 30mila euro cadauno di debito pubblico nella culla, senza avere goduto del fastoso pilota Alitalia "Trivellone", in Merry Christmas del 2001.

Altri tempi si dirà, come Totò ha rappresentato benissimo la sua epoca, e Checco Zalone incarna la nouvelle cuisine della commedia all’italiana, massima espressione di una comicità intelligente.

Gli stessi attori, Boldi e De Sica, usciranno nelle sale divisi con le loro produzioni, e soffriranno la competizione di sé stessi, nella combo comica di tanti anni fa. Christian in alcune interviste ha bollato l’operazione come ridicola, attaccando il vecchio amico Aurelio De Laurentiis: “Neanche ci ha avvertito, dopo 32 anni poteva dircelo. Io non ho neanche visto il film perché è proprio una sciocchezza, quegli spezzoni si possono vedere gratis su Youtube."

E in fondo De Sica ha ragione, che senso ha tirare fuori battute trite e ritrite? Che utilità potrebbe avere sfornare una minestra riscaldata facendone pagare il prezzo del biglietto?

Una sola, quel magico effetto amarcord legato al periodo natalizio, che sotto l’albero ci porta a far riaffiorare ciò che siamo stati, ed il fatto che non vogliamo mollare i fumi della sigaretta nel multisala, o della cintura in auto facoltativa, o della topa in camera da letto pagata fior di centoni, quando la moneta ancora valeva qualcosa.

Siamo pieni d’ansia sino al collo, allora forse, una risata usata ma sicura, ci farà rivivere il Miracolo Italiano!

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