La farsa a 5 stelle

M5s pro Euro: aveva già deciso Grillo, in nome delle poltrone e dei finanziamenti

L'accordo con i super europeisti e anti putiniani dell'Alde era stato già siglato il 4 gennaio, quattro giorni prima dell'avvio della presunta votazione on line

Redazione
M5s pro Euro: aveva già deciso Grillo, in nome delle poltrone e dei finanziamenti

Alle 10 di domenica mattina, Beppe Grillo ha annunciato una votazione sul suo blog per cambiare le alleanze del Movimento 5 Stelle al Parlamento Europeo, mollando l'euroscettico britannico Nigel Farage fautore della Brexit e abbracciando invece i super europeisti, pro Euro e anti putiniani dell'Alde. La votazione sarebbe terminata alle 12 di lunedì e il 78,5 per cento degli iscritti avrebbe deciso che i deputati grillini debbano rimangiarsi tutto quanto detto finora, diventando da un momento all'altro fautori della moneta unica e dei trattati internazionali, oltre che lacché della troika europea. Così almeno viene raccontato da Beppe, peccato che tra fonti interne al Parlamento europeo circoli il testo della bozza di accordo tra il comico genovese e il presidente di Alde Guy Verhofstadt, datata 4 gennaio cioè quattro giorni prima del presunto avvio della consultazione on line.

"Mi spiace per gli elettori in buona fede dei 5 stelle che pensavano di votare per un partito che voleva lasciare l'euro, cambiare l'Europa e bloccare l'immigrazione" ha commentato il segretario della Lega Nord, Matteo Salvini. "Per uno scambio di poltrone e qualche euro in più Grillo a Bruxelles sta con il partito più europeista di tutti, quello sostenuto da Prodi e da Monti, quello che difende l'Euro, le banche, il Ttip e l'immigrazione di massa. Mi spiace perché è una triste fine", continua. "I 5 stelle voteranno Verhofstadt come presidente del parlamento europeo in cambio di qualche soldo e presidenza di commissione in più; è una misera fine", insiste il leader leghista, spiegando che "le porte della Lega sono aperte per tutti gli elettori e gli eletti del M5s che in buona fede vogliono continuare a combattere questa Europa e questo euro".

A Salvini fa eco il suo vice, Lorenzo Fontana: "L'approdo dei grillini al gruppo degli euro-integralisti è una mossa sconcertante. Grillo sconfessa se stesso e per qualche poltrona in più abbraccia chi, a parole, ha sempre contestato. È l'apoteosi dell'incoerenza a Cinque Stelle" afferma l'europarlamentare leghista. "L'Alde - prosegue - è la negazione di ciò che Grillo ha sempre professato: è il principale sostenitore di questa Europa e dell'Euro, è a favore dei trattati ammazza-commercio e delle politiche di immigrazione e globalizzazione sfrenata, è contro Putin e contro Trump. Il Grillo barricadero ha capitolato, passando dalla parte del nemico politico. Una mossa che coincide, guarda caso, con un periodo di spartizione di poltrone europee, con in ballo presidenza e vicepresidenza del Parlamento Ue e delle Commissioni. Grillo è stato normalizzato dal sistema. Ha deciso di arrendersi!".


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