Il premier fuori dalla realtà

Renzi il democratico: "Se perdo non mi dimetto"

A "Otto e mezzo" va in onda l'immaginifico mondo renziano in cui il Pd avrebbe vinto le elezioni. Poi chiama a raccolta il variegato mondo pronto a lucrare sulle olimpiadi

Marco Dozio
Renzi il democratico: "Se perdo non mi dimetto"

Foto ANSA

Massimo D’Alema, premier non eletto dal popolo, si dimise dopo una sconfitta alle elezioni locali. Matteo Renzi, premier non eletto dal popolo, dopo una sconfitta alle elezioni locali resterà saldamente incollato alla poltrona. A suo insindacabile e democraticissimo giudizio, ha deciso che il vero test sul governo è il referendum di ottobre. Al solito Renzi si diletta nel gioco delle tre carte, prende in giro gli elettori e gli italiani decidendo democraticamente quali elezioni valgono come test e quali no. Perché il referendum sulle riformicchie Boschi-Verdini sì e il voto nelle principali città italiane no? Eppure nelle grandi città i partiti si presentano col loro simbolo e i cittadini stanno per esprimere il giudizio su come il Pd ha (mal)governato le metropoli italiane. Nulla, Renzi svicola, minimizza, finge di ignorare il possibile disastro.

Ieri a “Otto e mezzo” si è espresso così. Domanda: “Se il Pd perderà il ballottaggio a Roma e Milano cadrà il governo?”. Risposta: "Assolutamente no - ha detto Renzi - abbiamo già detto che l'esito della permanenza al governo è legata al referendum costituzionale". La descrizione dell’immaginifico mondo renziano prevede poi che i vincitori del primo turno siano Pd e Forza Italia. Gli sconfitti? Naturalmente Lega a 5 Stelle, in barba alla realtà, ai numeri, ai confronti con le tornate precedenti: "Se oggi ci fosse il ballottaggio con l'Italicum - ha proseguito - al voto andrebbero il Pd e Fi, non Salvini né M5s”.

Quindi il premier ha chiamato a raccolta l’ampio e variegato mondo che a Roma spinge per le Olimpiadi. L’idea e la speranza del premier è che tutti convergano su Giachetti. “Se il Pd perde a Roma ho l'impressione che saltino le olimpiadi 2024. Raggi ha detto che le Olimpiadi sono una cosa criminale, è una dichiarazione molto impegnativa perché il sindaco deve firmare la lettera per accogliere l'evento. Se vince Raggi credo che questa occasione per più posti di lavoro e impegno per le periferie salterà". Terrorismo elettorale. Poco importa a Renzi che la candidata 5 Stelle abbia proposto un referendum sui Giochi, né che Roma sia sprofondata nei debiti grazie alla gestione Pd, né che ogni Paese ospitante negli ultimi lustri abbia chiuso i bilanci delle Olimpiadi in profondo rosso.

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