Privilegio per ricchi

Renzi ha distrutto anche la sanità: 11 milioni di italiani rinunciano a curarsi

Sono 2 milioni in più rispetto al 2012: per circa la metà dei cittadini il sistema sanitario pubblico risulta peggiorato, inefficiente e di bassa qualità

Redazione
Renzi distrugge la sanità: 11 milioni di italiani rinunciano a curarsi

Il corridoio di un ospedale. Foto ANSA

In Italia curarsi è un privilegio per soli ricchi, è impietoso il risultato della ricerca Censis-Rbm, presentata ieri in occasione del Welfare Day: nel 2012 erano 9 milioni gli italiani che avevano dovuto rinviare le prestazioni sanitarie o rinunciarvi del tutto, a causa di difficoltà economiche; nel 2016 sono diventati 11 milioni, con un aumento di oltre il 20% solo negli ultimi quattro anni. Sempre più persone quindi non riescono a finanziarsi le prestazioni di cui avrebbero bisogno, in particolare a soffrire il problema sono 2,4 milioni di anziani e 2,2 milioni di millennials, ovvero i nati tra gli anni '80 e il 2000. "L'universo della Sanità negata tende a dilatarsi", tra "nuovi confini nell'accesso al pubblico e obbligo di fatto di comprare prestazioni sanitarie", spiega la ricerca Censis-Rbm Assicurazione Salute. Ma meno sanità vuol dire anche "meno salute per chi ha difficoltà economiche o comunque non riesce a pagare di tasca propria le prestazioni nel privato o in intramoenia".

La ricerca Censis-Rbm evidenzia le conseguenze dei continui tagli inflitti alla sanità: tra i dati messi in evidenza ci sono anche quelli relativi alla spesa sanitaria privata che è salita del 3,2% soprattutto a causa delle lunghe liste di attesa e il lievitamento del prezzo dei ticket, cresciuti al punto che ormai il 45 % degli italiani ha pagato tariffe nel privato uguali o di poco superiori rispetto al pubblico. Non finisce qui: sono in arrivo 3,5 miliardi di tagli nel 2017 e 5 miliardi nel 2018, quando la spesa sanitaria scenderà al 6,6% del Pil: la media più bassa dei Paesi Ocse. Per il 45% degli italiani la qualità del servizio sanitario è peggiorata negli ultimi due anni, per il 41,4% è rimasta inalterata e solo per il 13,5% è migliorata. Il 52% degli italiani considera inadeguato il servizio sanitario. La lunghezza delle liste d'attesa è il paradigma delle difficoltà del servizio pubblico e il moltiplicatore della forza d'attrazione della sanità a pagamento, ecco quindi come lo statalismo e i suoi tentacoli possono nuocere gravemente alla salute.

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