Ma quale ripresa?

Da Confcommercio fischi a Renzi e dati preoccupanti: povertà in crescita

Il premier rispolvera la barzelletta degli 80 euro e viene contestato dall'assemblea, poi continua a fare promesse ma i numeri lo smentiscono

Redazione
Da Confcommercio fischi a Renzi e dati preoccupanti

Renzi durante l'assemblea generale di Confcommercio a Roma. Foto ANSA

Ci prova ancora una volta, Matteo Renzi, a mettere in scena il gioco di prestigio sugli 80 euro che gli è valso la fiducia di molti elettori alle scorse consultazioni europee. Questa volta però ha di fronte la platea dell'assemblea generale di Confcommercio, che non si lascia illudere e risponde con sonori e prolungati fischi alle parole del premier. Renzi continua poi a fare promesse: "Prendo l'impegno per voi irrinunciabile per la crescita nel 2017 di non aumentare l'Iva. Ma l'Iva non si tocca più dal 2013, le clausole non sono mai state toccate dal nostro governo, l'ultimo aumento è scattato nell'ottobre di quell'anno, noi siamo in carica dal febbraio 2014". Peccato per lui che nessuno ormai gli creda più, così le contestazioni proseguono e c'è anche spazio per un battibecco con qualcuno che, dalla platea, critica il suo stipendio.

L'ottimismo del premier si scontra coi dati contenuti nel report "Dalla Grande Recessione alla ripresa? Segnali positivi ma fragili" presentato in occasione dell'assemblea: "Il mercato interno - si legge nello studio - ha subìto pesanti contraccolpi. Il reddito disponibile delle famiglie, misurato in termini di potere d’acquisto ai prezzi del 2015, si è ridotto nel settennato della recessione di oltre il 10% e parimenti la spesa in termini reali delle famiglie si è contratta di circa 7 punti percentuali. Le famiglie cioè, hanno in qualche misura cercato di non contrarre della stessa entità del reddito il proprio tenore di vita, a scapito però del risparmio, i cui flussi si sono ridotti di quasi il 36%. In termini pro capite le flessioni risultano anche più accentuate, in quanto la popolazione è comunque cresciuta nel periodo considerato di circa il 4%, erodendo così le dimensioni delle 'fette' di una 'torta' di redditi e consumi divenuta più piccola". I dati diffusi sono molto preoccupanti: la crisi "ha determinato un forte incremento nel numero di famiglie e di persone in condizione di povertà assoluta: le famiglie assolutamente povere sono quasi raddoppiate nei sette anni di ciclo recessivo (+78,5%), con un'incidenza sul totale passata dal 3,5% pre recessione al 5,7% del 2014. Gli individui poveri assoluti hanno superato nel 2014 i 4 milioni, con un incremento di quasi il 130% rispetto al 2007, arrivando a sfiorare quasi il 7% della popolazione".

Il presidente di Confcommercio, Carlo Sangalli, nella relazione con cui ha aperto l'assemblea generale denuncia: "Siamo di fronte ad una ripresa senza slancio e senza intensità. Una ripresa senza mordente che non salta mai la faglia, il crepaccio tra stagnazione e crescita. Un anno fa - prosegue Sangalli - parlavamo di segnali di ripresa, una previsione che solo in parte si è realizzata. In questi 12 mesi, in Italia, occupazione, consumi, produzione, fiducia, credito, hanno seguito un andamento altalenante non riuscendo ad imprimere alla ripresa un cambio di passo. Anche il dato di aprile del nostro indicatore sui consumi, pure positivo, non contribuisce a diradare la nebbia che avvolge ancora le possibilità di crescita dell'economia italiana". Una giornataccia insomma per il premier, e l'ennesima conferma che le politiche economiche messe in atto dal governo stanno trascinando il paese nel baratro.

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