elogiata da putin: subito segata

Squalifica per doping della tennista russa Sharapova, è solo sport?

Non è certo la prima volta che lo scandalo doping irrompe nel tennis, mai prima d’ora però era arrivato a colpire tanto in alto, addirittura un’icona come la russa Maria Sharapova, sospesa per due anni dopo esser stata trovata positiva al Meldonium

Pier Luigi Pellegrin
Squalifica per doping della tennista russa Sharapova, è solo  sport?

Foto ANSA

Un duro colpo non solo per il tennis ma anche per l’immagine dello sport russo, della quale l’avvenente Maria è icona di punta. Elogiata pubblicamente da Putin dopo l’argento olimpico di Londra 2012, difesa dallo stesso leader qualche mese fa, quando l’intero sport russo è stato investito dal ciclone Meldonium, la Sharapova è indubbiamente l’immagine di una Russia bella, forte e vincente. Un’immagine che da ieri ha pertanto subito un colpo non indifferente.

Questa squalifica cade, per giunta, proprio alla vigilia delle olimpiadi brasiliane, dove la tennista russa non potrà quindi difendere l’argento conquistato  a Londra nel 2012. Quattro anni fa a vincere fu Serena Williams, che da ieri può quindi tirare un sospiro di sollievo in quanto, pur avendo un bilancio largamente favorevole nei confronti diretti con la russa (ultima sconfitta addirittura nel 2004), ha dimostrato negli ultimi tre slam (a partire dalla sconfitta in semifinale contro l’italiana Roberta Vinci agli Usa open dello scorso anno) una vulnerabilità del tutto inconsueta. Significativo che due delle sei finali perse dal 2001 a oggi, siano cadute proprio nei primi cinque mesi dell’anno in corso. Fare centro alle olimpiadi brasiliane non sembra pertanto cosa certa, anche se la squalifica della russa contribuisce senz’altro a diminuire il numero degli ostacoli. 

Sorprende, comunque, che l’antidoping si accorga solo nel 2016 di  Maria Sharapova, tennista salita al numero uno delle classifiche nel lontano 2005, vincitrice di cinque slam (detiene il career gran slam, ovvero i quattro titoli vinti in anni diversi, proprio come accaduto pochi giorni fa per Nole Djokovic), icona planetaria per la sua indiscutibile bellezza, virtù che le ha dato celebrità anche nel campo della moda. Sorprende che abbiano suscitato dubbi i longilinei muscoli della bella Maria e non (tanto per fare un esempio) gli ipertrofici lombi dell’erculea Serena Williams. Evidentemente le sorellone Williams non conoscono il Meldonium.

Già, il Meldonium, il grande Satana dello sport mondiale, un farmaco russo proibito a partire dal settembre nel 2015. Un farmaco che presenta una singolare declinazione “politica”, andando ad appiedare proprio gli atleti di un paese guidato da quello che Stati Uniti ed Unione Europea mettono da tempo all’indice, Vladimir Putin. Era dai tempi di Bin Laden che l’Occidente non dimostrava tante certezze nella definizione del Male. Un Grande Dittatore che pertanto non avrà dalla sua (a partire dal caso Sharapova) lo strumento propagandistico dello sport, un’arma che i grandi leaders occidentali si guardano bene dall’adoperare, come ben dimostrato da Matteo Renzi, che solo per puro caso era spettatore in tribuna alla finale degli Usa open 2015 dove si incontravano, ma guarda il destino, due tenniste italiane.

 

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