complottismo o realismo?

2017, anno della guerra contro la Russia?

Manovre NATO ai confini con la Russia "per essere pronti a reagire ad un attacco contro la Polonia e i Paesi Baltici". E se fosse invece il solito fango sul presidente Putin?

Gianluca Savoini
2017, anno della guerra contro la Russia?

Da qualche anno, da quando il presidente Vladimir Putin ha cominciato ad attuare una strategia geopolitica atta a rinforzare le difese della Russia (cosa che legittimamente dovrebbero fare tutti i capi di Stato, all'infuori di Renzi, che invece i clandestini li fa andare a prendere in mare dalle navi militari italiane), la stampa occidentale è tutta schierata contro la "nuova minaccia russa". L'URSS è morta e sepolta per fortuna e i nemici che seminano morti e terrorismo anche in Europa non portano il colbacco, ma la mezzaluna islamica, eppure per la NATO e per le centrali operative del globalismo finanziario il nemico più pericoloso è tornato ad essere Mosca. Il pretesto di difendere l'Ucraina, incapace peraltro di difendersi al suo interno senza i soldi e gli equipaggiamenti delle potenze occidentali, non basta a spiegare da solo questa recrudescenza di "Guerra fredda" tra est e ovest.


I cosiddetti grandi politologi ed "esperti" di politica internazionale continuano a scrivere senza vergognarsi che la Russia ha "invaso" la Crimea due anni fa, cancellando con una propaganda vergognosa il referendum di autodeterminazione effettuato dai crimeani senza sparare neppure un petardo, in pace e sotto diversi osservatori internazionali. Semplicemente il popolo crimeano non voleva più dipendere da un governo ucraino infarcito di elementi razzisti e anti-russi e ha preferito al 95% cento della popolazione di tornare a far parte della vecchia madrepatria russa, come era sempre stato fino al crollo dell'URSS. Da qui avanti con le sanzioni economiche comminate dall'Ue che danneggiano solo il commercio e non cambia di una virgola la realtà dei fatti, semmai aizza ulteriormente lo spirito di rivalsa dei russi.


Ma il fuoco cova sotto la cenere. Da qualche giorno i più importanti giornali, anche in Italia, descrivono le manovre possenti della NATO ai confini con la Russia: fatti "per essere pronti a reagire ad un attacco russo contro la Polonia e i Paesi Baltici". Da Mosca hanno sempre detto che non è intenzione della Russia di invadere alcunchè, ma semmai di rispondere ad eventuali provocazioni militari fatte ai suoi confini. Ma non importa, si va avanti. Sulla falsariga di un inquietante libro da poco uscito in Inghilterra, il cui titolo 2017, Guerra con la Russia, dovrebbe far rabbrividire. L'autore infatti non è un amante del "fantasy", ma sir Richard Shirreff, generale britannico a quattro stelle che ancora due anni fa ricopriva il ruolo più alto in grado nella NATO, dopo il segretario generale.


Naturalmente il guerrafondaio britannico parla anche lui di "invasione della Crimea da parte russa"(una vera ossessione oltre che falso vergognoso), della guerriglia in Ucraina orientale tra separatisti filorussi ed esercito e mercenari di Kiev, stilando la sentenza definitiva: la Russia è il vero nemico dell'Occidente in tutti i campi, militare, strategico, economico, culturale. Da qui il "romanzo" (o il vero programma romanzato?) descrive quello che accadrà inevitabilmente: armare a tutto spiano i paesi confinanti con l'impero di Putin con carri armati, contraerea, armi di alta tecnologia e finanche armi nucleari. Sir Shirreff, bontà sua, ammette anche le colpe occidentali di questa situazione: aver voluto allargare sempre più la NATO ha portato inevitabilmente alla risposta muscolare della Russia. Perchè Vladimir Putin non è Boris Eltsin, per fortuna dei russi, ma per disgrazia dell'Occidente.
Spesso alcuni romanzi di fantasia servono ad anticipare eventi che poi guarda caso si verificano. Negli anni Novanta, ad esempio, ben due film, peraltro scadenti, avevano come scenario il bombardamento delle Torri Gemelle di New York...


Ci accuseranno di complottismo? Non ci importa. Anche perchè allora siamo in buona compagnia. Insieme alla regina Elisabetta d'Inghilterra, ad esempio. Che in un fuori onda documentato da giornalisti seri (ce ne sono ancora da quelle parti, più che da noi sicuramente) ha dichiarato: "Sta arrivando una tempesta che la Gran Bretagna non ne ha mai viste di uguali. La Seconda guerra mondiale sembrerà una buca sulla strada in confronto a questa". E anche le parole di Paul Craig Robert sono "complottistiche" o visionarie? Si tratta del vicesegretario al Tesoro sotto la presidenza Reagan che sottolinea come "i neo-con nascosti dietro Hillary Clinton, e i potenti interessi privati dei banchieri, stanno spingendo l'amministrazione Usa alla guerra contro la Russia". Un altro buon motivo per gridare: Go, Donald (Trump), go! E buona festa nazionale russa che cade proprio oggi.

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