MINCULPOP del III millennio

Fermo, dove muore anche la verità

Non bastano la violenza e tragedia da strada, ora l'intellighenzia ammazza pure la verità e la testimone riceve minacce dai neo-Balilla

Alessandro Morelli
Fermo, dove muore anche la verità

Foto ANSA

Ci siamo: ora a ricevere minacce è Pisana Bachetti, la signora di Fermo che ha assistito alla tragedia avvenuta nella città marchigiana nella quale un richiedente asilo nigeriano ha perso la vita durante una rissa di strada. I buonisti hanno ottenuto l'obiettivo. Razzisti che non vanno col "dagli al negro" ma ce l'hanno con una tizia che ha la colpa di essere stata nel momento sbagliato nel posto sbagliato ma soprattutto di aver contraddetto quello che i giudici da tastiera alla Gad Lerner, Saviano, Vauro e compagni hanno immediatamente sentenziato. Fascista, nazista, razzista, tutti termini la cui gravità forse queste menti ottenebrate dalla propaganda filo-invasione non si rendono neppure conto.

Un po' come gli Hare Krishna che con le loro litanie arrivano allo stato di trance, con Tv, giornali e media che ti ordinano "devi accogliere" migliaia di fan adoranti e deboli ormai sono persi nella fantastico mondo raccontato dai 32 pollici che hanno di fronte. 

La realtà però dice che: "La mia vita è diventata un inferno. E questo solo per aver fatto quello che ogni cittadino nella mia situazione avrebbe dovuto fare: chiamare la polizia perché c'era un rissa in corso" ha spiegato Bachetti al Resto del Carlino aggiungendo: "Ricevo chiamate da tutta Italia. Appena dieci minuti fa mi è stato inviato l'ultimo messaggio in cui mi davano della nazista. Ed è solo uno dei tanti che mi giungono. Ora mi dovete lasciare in pace. Tutti. Non voglio più essere disturbata, basta, lasciatemi in pace, non voglio dire più niente né parlare con nessuno. Sono stata sbattuta in prima pagina prima del nome del presunto assassino solo per aver detto la verità". Chi la cerca la accusa di essere razzista e xenofoba.


"Sto vivendo un incubo", aggiunge. "Sono solo una cittadina fermana, mai stata razzista, che ha avuto la sfortuna di trovarsi in quel luogo e di assistere alla rissa che ha portato alla morte di quel povero ragazzo. Ho fatto solo il mio dovere da cittadina e ora mi trovo all'inferno. Non mi resta altro da fare che aspettare la fine di questo incubo. Mi hanno cancellato il profilo Facebook, non c'è più niente, hanno cancellato i miei amici, tutte le mie foto, tutti i miei ricordi. Basta ora, lasciatemi in pace".

Eccolo il miglior metodo per cancellare ogni possibile oppositore, cancellare, spaventare a volte ricolidizzare chi ha l'ardire di contraddire quello che le stanze segrete e ben lontane hanno deciso. Chissà, magari Vauro potrebbe dedicarle una bella vignetta fatta alla prossima comparsata in Rai a mille euro (sempre coi nostri soldi fanno gli splendidi) o un bell'editoriale di Lerner che ci spieghi che con la Kyenge ministro queste cose non sarebbero avvenute. Intanto una cittadina italiana è offesa e calunniata da altri italiani ma hanno lo stesso colore e non sì può parlare di odio razziale, chissà se i soloni del Minculpop se la prenderanno con i loro Balilla o li lasceranno fare contro la fascista che ha chiamato la polizia di fronte ad una rissa...

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